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Convegno Confcommercio: focus
su cultura sportiva e integrazione

Lo sport è sempre più spesso chiamato ad avere una rilevanza sociale ed economica, ma può essere anche strumento privilegiato per garantire crescita sociale e culturale, occasione per declinare le sfide dell’integrazione e della inclusione. Questa mattina, a Palazzo Vidoni, in un convegno promosso oltre che dalla Confcommercio, anche da ASC (Associazioni Sportive Confederate) si è parlato di una cultura sportiva attenta alla comunità e al prossimo. Una tavola rotonda nel corso della quale sono state condivise e messe a confronto tante belle esperienze accomunate dalla volontà di dare opportunità di incontro tra persone con abilità diverse.

A moderare il dibattito è stata Katia Arrighi, consigliere nazionale del Comitato Italiano Paralimpico che, prima di iniziare i lavori ha voluto presentare il nuovo accordo tra ASC e Confcommercio che porterà l’Ente per la Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni ad avere una propria sede a Palazzo Vidoni.

“Questa mattina è il punto di partenza di un progetto più ampio – racconta il direttore generale di Confcommercio Stefano Anceschi – Siamo partiti da una convenzione nazionale sottoscritta dalla nostra Confederazione ed abbiamo deciso di declinarla anche localmente. Questa convenzione nasce da valori condivisi e da una sensibilità comune verso la crescita della propria comunità. Abbiamo ritenuto che, collaborare, rappresentasse un’opportunità preziosa non solo per noi ma per il territorio. Svilupperemo questa sinergia in modo dinamico”.

Un impegno ribadito anche dal presidente nazionale Oinp Antonello Calabrese. “Collaborazioni come queste non possono che portare buoni frutti per i giovani, per il territorio, per lo sport”. Con un impegno programmatico, conclude Anceschi, “Confcommercio sarà sulla provincia di Cremona un riferimento, insieme ad ASC, per tutte le associazioni sportive dilettantistiche”. Cremona parte da numerose belle esperienze che declinano lo sport non solo come agonismo.

Dopo il saluto iniziale di Pancalli, presidente nazionale del comitato paralimpico che ha parlato dell’importanza di “valorizzare le differenze”, ha preso la parola Giuseppe Bresciani, delegato Cip Cremona, che ha puntualizzato i concetti di inclusione “che richiede un impegno collettivo”), integrazione (“come percorso individuale”) e mediazione (“per creare opportunità di confronto tra atleti normodotati e diversamente abili”).

Alceste Bertoletti ha riassunto l’esperienza straordinaria del “tennis in carrozzina”, dalla organizzazione dei primi campionati mondiali disputati a Cremona fino alla nascita della squadra della Canottieri Baldesio.

Un team in cui ha militato anche l’atleta Chiara Pedroni. “Lo sport è stato, per me, l’opportunità per riprendermi la vita”, ha confermato emozionata. Oltre al tennis è riuscita ad eccellere anche nella danza, arrivando a far parte della “nazionale”. “E’ importante – ha continuato – creare una nuova cultura, far conoscere le opportunità di praticare una disciplina anche a chi è disabile. E poi occorre una revisione dei regolamenti per garantire ancora accessibilità a tutti”.

“Purtroppo – come ha confermato anche Katia Arrighi – restano paletti da abbattere a livello internazionale”.

Tra i vanti di Cremona anche quello di essere città del Baskin. “Una disciplina – ha ricordato Anotonio Cigoli – nata proprio sotto il Torrazzo – Questa specialità vuole dare a tutti il diritto di esprimersi al meglio, con l’idea che solo così si può realizzare la vera integrazione. Ciascun giocatore è fondamentale per la squadra e l’agonismo mette in moto le capacità di tutti, rendendo il baskin uno sport a tutti gli effetti.

A differenza di altri sport però le fragilità sono necessarie alla vittoria quanto le eccellenze”. Lo ha confermato anche Fabio Tambani, presidente della Sanse basket. ”Vivere l’esperienza sportiva con ragazzi con che hanno abilità diverse e esperienze psicologiche particolari è una occasione di arricchimento per tutti”. Poi Tambani lancia un appello. “Si deve fare squadra, anche sul territorio. Occorre partire dalla volontà comune di migliorare la qualità della vita e i servizi offerti alla comunità”.

A chiudere l’incontro due relatrici che hanno portato una testimonianza legata non solo a Cremona. Silvia Lolli ha richiamato come “la stessa Costituzione indichi tra le priorità quella di rimuovere gli ostacoli e il garantire le pari opportunità”, declinando questo impegno in senso ampio. Ha inoltre sottolineato il ruolo della scuola, come ambiente ideale in cui far crescer i valori della inclusione e integrazione”. “Lo sport – ha concluso – riesce a rafforzare il senso di una comunità capace di guardare consapevolmente al proprio futuro”.

Un attestato di fiducia nelle nuove generazioni è arrivato da Katia Arrighi, che ha parlato di “giovani cresciuti senza quella logica competitiva che aveva contraddistinto i loro genitori, più aperti al dialogo, alla accettazione, alla valorizzazione delle diversità”.

Infine Elena Marzorati, dirigente nazionale Oinp. “Lo sport, non troppo raramente, permette davvero di superare i propri limiti, talvolta anche oltre ogni ragionevole aspettativa”. Ed ha citato Bailey Matthews, un bambino inglese che soffre di paralisi cerebrale, ed è costretto a camminare con il deambulatore Eppure riuscì a completare la prova di nuovo, bicicletta e corsa. Tutto da solo, senza l’aiuto di nessuno. Incitato dal pubblico – e sostenuto dall’adrenalina– lasciò il deambulatore e corse da solo i circa 20 metri finali. Bailey cade per ben due volte, avendo il coraggio di rialzarsi coraggiosamente e caparbiamente, fino a tagliare trionfante il traguardo.

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