Cronaca
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Criticità carcere, il Comune incontra
la direzione giovedi 23 giugno

Si terrà giovedì 23 giugno l’incontro tra il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore Rosita Viola con la direttrice del carcere di Cremona Rossella Padula per parlare delle criticità legate alla casa circondariale cittadina, teatro nelle scorse settimane di violenze e di aggressioni. “I gruppi consiliari di maggioranza”, ha fatto sapere Roberto Poli, capogruppo Pd in Consiglio comunale, “hanno inoltre già depositato un ordine del giorno da presentare e discutere in Consiglio”.

La richiesta di un approfondimento era giunta nei giorni scorsi anche da tutti i gruppi di minoranza in consiglio.

Un distinguo è stato fatto ieri in Consiglio Comunale dal presidente Paolo Carletti: “In ordine alla richiesta pervenuta dai capigruppo di trattare in Ufficio di Presidenza la proposta di una visita istituzionale alla Casa Circondariale, ovviamente non c’è nessun problema anche se a mio parere, se l’intento è quello di conoscere la realtà carceraria è più utile un incontro in Ufficio con direzione, garante dei diritti dei detenuti, associazioni di difesa dei detenuti ed RSU, piuttosto che una visita che correrebbe il rischio di sembrare una passerella”.

“La casa circondariale di Cremona”, continua Poli, “da tempo vive una situazione complessa e critica, segnalata anche da tutti i sindacati interni. Recentemente ci sono stati anche episodi eclatanti di proteste con aggressioni e incendi da parte di alcuni detenuti, episodi che hanno anche assunto una rilevanza mediatica nazionale. Il carcere presenta un alto tasso di sovraffollamento, con la percentuale di extracomunitari presenti più alta tra tutte le carceri italiane e con una numerosa presenza di detenuti con problemi mentali e di dipendenza da sostanze.

Il personale assegnato, secondo quanto riportato sia dalla Direzione che dai sindacati, risulta marcatamente carente, sia relativamente all’area della polizia penitenziaria che all’area amministrativa. Dal 2018, anno del trasferimento in altra sede del comandante di reparto della polizia penitenziaria e responsabile dell’area sicurezza, non è stata effettuata alcuna sostituzione in pianta stabile di tale importante figura professionale da parte dell’amministrazione penitenziaria. Ormai da anni, nonostante la previsione in pianta organica di 6 educatori, figura professionale deputata all’osservazione e alla progettazione del programma rieducativo del detenuto, attività imprescindibili per la concessione di misure alternative alla detenzione, sono presenti solo 3 educatori di cui uno in distaccamento presso altro istituto, con evidente rallentamento di tutto il processo di fuoriuscita dal carcere e di reinserimento sociale previsto dall’ordinamento penitenziario”.

Nella relazione dell’11 maggio 2022 il Garante Provinciale delle persone private della libertà personale Ornella Bellezza ha rilevato che nel carcere di Cremona “si conferma la preponderante presenza di soggetti ristretti con posizione giuridica di definitivo, quindi in esecuzione della pena della reclusione, pari a 323 persone su 407 ristretti alla data del 6 maggio 2022”; “la percentuale di detenuti stranieri al 6 maggio 2022 è pari al 68,88%”; “nel gennaio -maggio 2022 si rilevano dati confortanti per la constatazione di una sufficiente ripresa di detenuti usciti per la concessione della misura dell’affidamento al servizio sociale o detenzione domiciliare o arresti domiciliari”. Inoltre “l’originaria struttura edilizia, facente parte del cosiddetto circuito delle carceri d’oro degli anni ’80, si è rivelata bisognosa di ripetuti e necessari interventi sia strutturali che impiantistici e ad oggi sono necessari ancora per i l raggiungimento degli standard di vivibilità richiesti dalla normativa vigente”. Infine “carenza di personale del reparto di polizia del 15,7 % e carenza di personale per le funzioni amministrative, trattamentali e contabili”.

Sulla questione carcere è stata anche presentata una interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia dall’onorevole Luciano Pizzetti.

Da parte loro, il sindaco e la giunta si sono detti pronti a rappresentare al Ministero della Giustizia le gravi carenze del penitenziario cremonese in relazione a problemi strutturali e di spazi, forte sovraffollamento, carenza di personale sia nell’area della polizia penitenziaria che amministrativa, assenza di una nomina in via definitiva della figura del comandante, livello record di detenuti stranieri, rilevante presenza di detenuti con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza e a continuare nella promozione di progetti di reinserimento socio-lavorativo in rete con i diversi soggetti territoriali.

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