Cronaca
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Logistica via Mantova, interrogazione
in Consiglio. Cosa prevede il Piano

Sull’area ex Vanoli lungo via Mantova, a San Felice, destinata a diventare polo logistico, potrebbero sorgere uno o più magazzini per il commercio all’ingrosso, fino a un massimo del 30% della superficie, in aggiunta al 6% massimo già previsto per il commercio al dettaglio. Ma la proprietà, LCP Logistics Capital Partners, ha espresso la volontà di non usufruire di questa possibilità.

Mercoledi prossimo 29 giugno in consiglio comunale andrà in discussione un’interrogazione di Marcello Ventura, Fratelli d’Italia, che chiede conto delle garanzie ambientali richieste dall’amministrazione per mitigare l’impatto del progetto e paventa il rischio che negli anni a venire questa come altre grandi strutture di logistica, vengano abbandonate per il mutare dello scenario economico.

Il piano di lottizzazione – si legge  in una delle relazioni del soggetto attuatore – prevede la costruzione di due edifici distinti composti da tre unità ciascuno. Ognuna composta da un’area destinata alla logistica manuale o automatizzata e da tre corpi di fabbrica interni per uffici e attività collaterali quali direzione, amministrazione, servizi igienici/spogliatoi, e un locale ad utilizzo esclusivo dei camionisti con servizi, spogliatoi e area break dedicati.

La tipologia prevista è quella tipica degli edifici destinati a questa attività, con  grandi luci, altezze e notevoli dimensioni. Ben 151 le baie di carico dotate di coperture retrattili per la protezione delle operazioni in caso di pioggia.

Al Comune vengono cedute 41.382 aree a standard, di cui 31.633 destinati a verde 3 9.700 a parcheggio per mezzi pesanti.

“Il progetto delle opere di mitigazione e delle opere a verde per il comparto CR.28 – si legge ancora – si pone come obiettivo l’instaurazione di una relazione favorevole con la vegetazione esistente e il contesto paesaggistico. In questo senso, gli interventi progettuali puntano a definire una continuità spaziale con le formazioni vegetali presenti all’intorno del comparto.
In particolare, sono state definite quattro macro-categorie:
1. Interventi finalizzati alla mitigazione, lungo il perimetro del comparto: favorire l’inserimento paesaggistico dell’opera in progetto al fine di ridurre considerevolmente l’impatto visivo e percettivo della stessa. In questo senso, gli interventi finalizzati alla mitigazione, sono caratterizzati principalmente da specie arboree, sia ad alto fusto che governate a ceduo, in grado di formare una barriera visiva che si sviluppa per l’intera altezza e larghezza degli edifici di nuova costruzione.

2. Interventi di riconnessione paesaggistica, ai bordi degli elementi lineari presenti nell’area di progetto (viabilità, roggia): filari arborei che agiscono come corridoi verdi di collegamento tra le aree a più alta densità d’impianto, che svolgono anche un’importante funzione mitigatrice.

3. Aree a verde privato – interventi di natura funzionale ornamentale, nelle aiuole presenti all’interno della proprietà: elemento ornamentale di connessione tra interno ed esterno.

4. Interventi finalizzati alla rinaturalizzazione, nelle aree con basso grado di naturalità: rinverdimenti delle aree non alberate e delle sponde della roggia e nella piantumazione di specie igrofile in corrispondenza delle vasche di laminazione, al fine di incrementare il grado di naturalità e biodiversità”.

I progettisti  rimandano poi alla relazione ed al progetto del verde per ulteriori approfondimenti.

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