Cronaca
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Rinnovo contrattuale e caro bollette
2,5 milioni nel bilancio comunale

Caro bollette e rinnovo contrattuale dei dipendenti non dirigenziali: queste le due spese, per un totale di 2,5 milioni, che il Comune rende disponibili nel bilancio 2022 attraverso la verifica degli equilibri e l’assestamento presentati lunedì in Commissione dall’assessore Maurizio Manzi e dal direttore del servizio Paolo Viani. Entrambe le voci di spesa erano già state previste nel rendiconto di gestione del 2021.

In particolare, per il rinnovo contrattuale dei dipendenti comunali (a settembre è prevista la firma dell’accordo su scala nazionale) erano stati accantonati 759mila euro per coprire le annualità 2019-2021; mentre per le utenze energetiche erano stati destinati 1,2 milioni di euro. Adesso a questi si aggiunge il contributo ad hoc per il caro bollette dello Stato, che per il comune di Cremona ammonta a 550mila euro. Dunque un caro – bollette che alla fine dei conti comporta (per il momento) la ragguardevole cifra di 1 milione e 750mila euro, coperte solo per un terzo dallo Stato. Con la speranza che da qui a fine anno i costi energetici non salgano ancora.

Una criticità prevista, ha spiegato Viani, la corsa al rialzo dei prezzi era già palese anche prima della guerra in Ucraina. L’impennata dei costi ha riguardato un po’ tutto, dal calore, ai consumi energetici degli edifici, all’illuminazione pubblica.

Buone notizie (per le casse del Comune) anche dalle entrate tributarie. “Imu e addizionale Irpef sembrano tenere”, ha spiegato Viani, “almeno stando ai dati di chiusura del 2021. Difficile dire come chiuderà il 2022, ma il periodo più pesante, quello degli ultimi due anni in cui ci sono state chiusure di attività e tanti in cassa integrazione, sembra essere passato”.

Non c’è ancora un dato definitivo per quanto riguarda l’acconto Imu del 16 giugno, ma sembra che le previsioni siano rispettate. In particolare – è emerso in commissione – quest’anno il Comune ha accelerato sul recupero crediti, emettendo avvisi di accertamento per l’imposta sugli immobili per 715mila euro.  “Molti di questi avvisi – spiega l’assessore Manzi – riguardano errate applicazioni di aliquote o anche semplici errori dei contribuenti. Proprio per evitare di ripeterli, abbiamo reso disponibile da giugno un nuovo servizio digitale che consente a ciascun cittadino di verificare gli immobili che risultano nella nostra banca dati, eventualmente apportare delle modifiche che saranno poi verificate dagli uffici, e calcolare l’imposta dovuta. Non sono molti i Comuni che l’hanno adottato”. gbiagi

 

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