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Bedriacum, il magazzino appena
scoperto "indica" dov'era la Postumia

E’ tornato a regalare sorprese il sito romano di scavi archeologici Bedriacum, a Calvatone. E lo ha fatto dopo i due anni di stop causati dalla pandemia, interrotti soltanto da qualche mese di lavoro per gli archeologi e gli studenti dell’Università degli Studi di Milano. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

E’tornato a regalare sorprese il sito romano di scavi archeologici Bedriacum, a Calvatone. E lo ha fatto dopo i due anni di stop causati dalla pandemia, interrotti soltanto da qualche mese di lavoro per gli archeologi e gli studenti dell’Università degli Studi di Milano.

Così, dopo le monete romane dell’ultima fase dell’impero scoperte e presentate nel 2018, ecco la presentazione di un magazzino sotterraneo che molto probabilmente rivela una sorpresa ancora più grande, come spiega Lorenzo Zamboni, direttore degli scavi, che ha accolto il presidente della Provincia di Cremona Mirko Signoroni e il sindaco di Calvatone Valeria Patelli assieme a Nicoletta Cecchini della Soprintendenza e al prof. Sandro Parinello, esperto in ricostruzioni in 3D dell’Università di Pavia.

Quella zona, lontana dal vicus e dalle domus dunque dal centro abitato, molto probabilmente era a fianco di una delle più importanti infrastrutture di epoca romana, che da tempo si cerca, una sorta di Sacro Graal, ossia la Via Postumia. Che certamente, costruita nel 148 a.C., passava dalla Pianura Padana ma che sin qui non aveva offerta riferimenti nella bussola di Bedriacum. “Una via che, a differenza della Appia edificata con basolati (grosse pietre, ndr), era stata costruita con tecniche povere, ossia ghiaia e cocci, pur essendo una arteria importante” spiega Zamboni.

Per accertamenti ed eventuali conferme serviranno mesi. Intanto il 23 settembre è prevista la conferenza di presentazione di quanto scoperto, tenendo conto che gli studenti hanno continuato a lavorare in queste settimane e che il sito verrà chiuso temporaneamente nelle prossime ore.

Giovanni Gardani

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