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Fratelli d'Italia pronta a incassare
risultati anche in provincia

Nel centrodestra al via il confronto per la formazione delle liste: per il nuovo Senato ci sarà meno spazio per tutti

Anche a Cremona Fratelli d’Italia vede concretizzarsi l’auspicio che faceva da quando Draghi è salito al Governo: andare a nuove elezioni. “Adesso – dice Stefano Foggetti, segretario provinciale di Fratelli d’Italia –  si è fatta finalmente chiarezza, da un anno e mezzo dicevamo che si doveva andare subito al voto, che la soluzione non era questo governo di semi unità nazionale, per far sì che gli italiani scegliessero un nuovo governo che li rappresentasse”.

Ciononostante, la caduta del governo Draghi non viene considerata una vittoria: “Visto il contesto in cui siamo questo termine è inappropriato. Non siamo in una bella situazione, diciamo piuttosto che sono state riconosciute le nostre ragioni, un governo formato da tante anime diverse, dove non c’era una forza politica che la pensasse come l’altra, dove c’era chi piantava paletti ideologici come quello dello jus scholae, non poteva andare avanti”.

Ora però questa crisi accelerata costringe tutti i partiti a rinunciare alle vacanze: “Abbiamo voluto la bicicletta, adesso dobbiamo pedalare”, ancora Foggetti. “A livello locale abbiamo iniziato a fare i primi confronti in provincia e a breve li faremo anche a livello regionale, per cominciare a capire come il partito si muoverà in funzione delle elezioni. L’imprinting ce lo darà Giorgia Meloni, ma sul territorio ci dobbiamo far trovare pronti, anche per trasformare, finalmente, questi sondaggi che circolano da mesi, in un voto reale e poterci misurare davvero con i nostri elettori”.

Secondo alcune rilevazioni pare che Fratelli d’Italia potrebbe anche giocarsela da sola, la partita delle elezioni, ma la coalizione con Lega e Forza Italia è la strada maestra su cui si muove Giorgia Meloni, che ieri è stata ospite da Silvio Berlusconi a Villa Grande in un primo incontro informale – dopo mesi di freddezza. Quello stesso Berlusconi che ha già improntato la campagna elettorale a modo suo, “pensione a mille euro al mese per tutti”. “Il nostro approccio alla campagna elettorale è più istituzionale – afferma Foggetti – non a caso Giorgia Meloni ha detto che tutti i prossimi incontri non saranno a casa di qualcuno, ma nelle sedi istituzionali. Quello che credo io è che si debba lavorare per stare nel centrodestra, per il bene del territorio. Non commento quello che succede in Forza Italia, sicuramente il trend degli ultimi due anni ha spostato molti voti nella nostra area. Lo si vede anche dalle nostre parti, basti vedere il risultato delle ultime amministrative a Crema, dove prima non avevamo neanche un consigliere in Comune e adesso siamo il primo partito del centrodestra. Attualmente possiamo contare tra i 13 – 15 sindaci in provincia che gravitano su FdI, abbiamo 16 circoli, il nostro consigliere provinciale (Attilio Zabert, sindaco di Pieve d’Olmi, ndr) è stato votato da circa 100 amministratori”.

Si guarda con ottimismo anche alle prossime elezioni regionali: “Un partito non guarda mai solo all’oggi, ma al futuro, anche in termini di strategie oltre che di elezioni. Noi a questo giro abbiamo l’ambizione di poter eleggere almeno uno dei tre consiglieri che spettano alla provincia di Cremona. Abbiamo la forza, la capacità, adesso sembra anche finalmente i numeri. Un rappresentante della destra in provincia di Cremona in 70 anni non è mai stato possibile, invece adesso lo sarà, almeno noi lavoreremo per far sì che lo sia”.

Nomi da proporre per Camera e Senato? “Ne abbiamo di sicuro, ma le liste non saranno presentate prima del 21 – 22 agosto. E comunque la riduzione del numero di parlamentari costringerà a definire una strategia, i collegi uninominali saranno molto più vasti di prima, per il Senato  dovrà comprendere 800mila abitanti e Cremona sarà con Mantova…”

A chi vi dice che senza Draghi si mette a rischio l’ultima trance di finanziamenti del Pnrr, collegata direttamente agli obiettivi (leggi: riforme) da centrare entro la fine dell’anno, cosa rispondete? “Derubricherei questa affermazione a puro marketing elettorale. Il Pnrr non si ferma, a meno che emerga la volontà da parte di qualcuno di fermarlo. Noi, no di certo. Abbiamo sempre portato avanti quella che chiamiamo posizione responsabile, quindi lungi da noi la volontà di bloccare i fondi del Pnrr che, soprattutto come ricaduta sul territorio, sono la manna che cade dal cielo, se  vengono utilizzati nel modo corretto”. gbiagi

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