Cronaca
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Gas, Bordolano strategica: da Stogit
8,4 milioni a Regione per compensazioni

L’impellente necessità di stoccare gas coinvolge direttamente la provincia di Cremona, territorio nel quale si concentrano tre dei cinque impianti in esercizio in regione Lombardia. La Stogit, proprietaria dell’impianto di stoccaggio di Bordolano, ha riconosciuto a Regione Lombardia 8,41 milioni di euro per le compensazioni ambientali per questo sito, che vanno ad aggiungersi  ai 2,8 milioni già corrisposti al Comune di Bordolano e alla Provincia di Cremona.

Di ieri l’approvazione in Giunta regionale dello schema di Accordo tra Regione Lombardia e Stogit S.p.A. (Gruppo Snam) per la definizione delle misure di compensazione e riequilibrio ambientale relative alle attività di stoccaggio di gas naturale nel giacimento sotterraneo  posto sul confine tra le province di Cremona e Brescia.

“In questa fase critica per le forniture di gas  – affermano dalla regione –  favorire lo stoccaggio assume un’importanza strategica sia in ottica di sicurezza degli approvvigionamenti a livello Paese, sia per garantire continuità di esercizio a beneficio dei primari bacini industriali lombardi. Questa attività deve tuttavia essere svolta nel rispetto del territorio. Per questo motivo, il lavoro e le interlocuzioni con i soggetti interessati hanno permesso di raggiungere la definizione condivisa di questo schema di accordo, una dimostrazione di collaborazione tra istituzioni e imprese. Sostenibilità ambientale e transizione energetica sono tra le priorità di Regione Lombardia. L’approvazione di questo accordo conferma l’attenzione della Regione verso i territori interessati dall’impianto di stoccaggio, assicurando al tempo stesso l’utilizzo delle risorse per misure di compensazione, destinate all’intero territorio regionale, coerenti con le politiche ambientali e di sviluppo sostenibile, come la riduzione delle emissioni climalteranti e lo sviluppo delle energie rinnovabili (filiera dell’idrogeno verde e gas da fonti rinnovabili), l’uso efficiente dell’energia e a interventi di mobilità sostenibile.

Le autorizzazioni degli stoccaggi di gas naturale rientrano tra le competenze del Ministero della Transizione Ecologica, ma richiedono l’intesa con la Regione interessata: nel 2016 Regione Lombardia ha stabilito le modalità per garantire la sicurezza mediante gli opportuni monitoraggi e per attribuire adeguate compensazione ambientali ai Comuni interessati dagli stoccaggi.

Sul territorio regionale si trova circa il 40% della capacità nazionale (oltre 7.200 milioni di metri cubi standard per il 2022 su un totale nazionale di 17.800), con cinque impianti di stoccaggio in esercizio, tutti gestiti da Stogit (“Brugherio” e “Settala” in Provincia di Milano, “Bordolano”, “Sergnano” e “Ripalta” in Provincia di Cremona); un ulteriore impianto, gestito da Ital Gas Storage e ubicato a Cornegliano Laudense, in Provincia di Lodi, risulta autorizzato (volume disponibile pari a di un miliardo e duecento milioni di metri cubi), ma non ancora in totale esercizio.

Quello di Bordolano – continua la Regione – è l’ultimo impianto di stoccaggio avviato da Stogit in ordine di tempo, è dotato delle più avanzate tecnologie e riveste un ruolo chiave nel sistema gas italiano, in un’area contraddistinta da elevata domanda di gas soprattutto a livello industriale. L’impianto sorge in un’area di 17 ettari, 8 dei quali sono di verde. Intorno alla struttura sono state messe a dimora 970 piante d’alto fusto, 40.000 arbusti sempreverdi e sono stati realizzati 4 laghetti con vegetazione acquatica per un pregevole inserimento ambientale del sito, secondo quanto prescritto nell’ambito del procedimento statale di compatibilità ambientale. La capacità di stoccaggio dell’impianto di Bordolano è pari a circa 1,7 miliardi di metri cubi di gas, di cui 1,2 miliardi di metri cubi di gas utile erogabile (working gas), quasi il 10% dell’intera capacità di stoccaggio italiana. Con 9 pozzi, di cui 7 di nuova costruzione, l’infrastruttura ha una capacità di iniezione ed erogazione giornaliera di 20 milioni di metri cubi di gas con una tecnologia di ultima generazione, se si pensa che negli altri impianti sarebbero necessari circa 20-25 pozzi per raggiungere la stessa portata giornaliera. Sul piano della sicurezza, il sito di Bordolano si è dotato, tra l’altro, di un sistema di sensori interrati per monitorare eventuali danneggiamenti delle tubazioni, un circuito di fonometri che rileva anche piccole perdite di gas e valvole di intercettazione che in caso di anomalia bloccano l’impianto in pochi secondi”. gbiagi

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