Economia
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Agroalimentare, nel Cremonese lattiero-caseario
+29,4%. Giù il settore Carni e salumi

Boom di esportazioni per il Lattiero-Caseario del Cremonese e della Lombardia sud-orientale, che dopo l’ottimo risultato del 2021 (+15,4%), chiude il 1° trimestre del 2022 con una crescita del 29,4%, oltre 61 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Boom di vendite verso Francia (+30,2%), Paesi Bassi (+45,2%) e soprattutto Stati Uniti, che registrano valori di export quasi triplicati rispetto al 1° trimestre del 2021.

Situazione negativa, invece, per Carni e salumi di Cremona e Mantova: dopo il balzo delle vendite registrate lo scorso anno, il distretto  registra una flessione del 3% rispetto al 1° trimestre del 2021. I numeri emergono dal monitor dei distretti agroalimentari redatto dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e riferito al primo trimestre 2022.

Complessivamente, a livello nazionale, le esportazioni dei distretti agro-alimentari hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti nel 1° trimestre del 2022. Dopo il massimo storico del 2021 (22,6 miliardi di euro, +9,2% rispetto al 2020), i primi tre mesi del 2022 registrano un ulteriore balzo in avanti, con oltre 6 miliardi di export, 811 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2021 (+15,4%) e oltre 1,2 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

“Le esportazioni agroalimentari del primo trimestre sono cresciute a ritmi sostenuti nonostante le difficoltà legate sia allo scenario geopolitico sia ai fattori ambientali, in primis il lungo periodo di siccità” ha sottolineato Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness Intesa Sanpaolo. “Una conferma del valore che questo settore rappresenta per il nostro Paese, un comparto a cui Intesa Sanpaolo rivolge particolare attenzione con misure straordinarie come il plafond da 100 milioni per le aziende di aree colpite dalla siccità ed il supporto ai fabbisogni di liquidità legati all’aumento dei costi energetici e delle materie prime.

Si aggiungono misure strutturali come il plafond dedicato da 3 miliardi di euro in accordo con Coldiretti, che ha tra i suoi obiettivi il sostegno alle iniziative del PNRR e un grande impegno alla promozione degli investimenti green e digitali. Infine, non dimentichiamo l’importanza che distretti e filiere hanno nel garantire la qualità dei nostri prodotti e la sostenibilità anche territoriale delle catene del valore. Da questo punto di vista, Intesa Sanpaolo ha già avviato 170 contratti di filiera che hanno coinvolto oltre 6.500 fornitori, un giro d’affari complessivo di oltre 22 miliardi di euro e oltre 22.000 dipendenti del capo-filiera”.

 

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