Cronaca
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Armistizio e Resistenza,
celebrato il 79° anniversario

Commemorato questa mattina il 79° anniversario dell’8 settembre 1943, data dell’Armistizio e inizio della Resistenza. Dapprima, al Civico Cimitero, si è tenuto un momento di riflessione presso il Monumento ai Caduti dove ha pronunciato un breve intervento il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti, mentre don Achille Bolli ha impartito la benedizione.

A seguire, nel Cortile Federico II di Palazzo Comunale, si è tenuta la cerimonia promossa dal Comune di Cremona, dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Comitato Provinciale), dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (Sezione di Cremona) e dall’Associazione Nazionale Divisione Acqui (Sezione di Cremona), alla quale hanno partecipato le massime autorità civili e militari e i rappresentanti delle Associazioni d’Arma e Combattentistiche.

Come è stato ricordato prima dell’inizio della commemorazione, l’8 settembre ha segnato uno dei momenti più bui della nostra storia nazionale unitaria, ma anche una delle prove migliori della forza vitale dell’Italia. L’8 settembre 1943 sancì il crollo di quel disegno di guerra, in alleanza con la Germania nazista, sbocco fatale ed epilogo del fascismo e annunciò, allo stesso tempo, la nascita della Resistenza che poterò alla Liberazione del 25 aprile del ‘45. Una ricorrenza che permette di ricordare la volontà di riscatto, la speranza di libertà e di giustizia che condussero tanti giovani a combattere nelle formazioni partigiane e, non pochi, a sacrificare la loro vita. Ma è anche un’occasione per ricordare il senso del dovere, della fedeltà e della dignità che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei seicentomila deportati nei campi di concentramento in quanto avevano rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò.

La cerimonia in Cortile Federico II si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro alla lapide che, sotto i portici di Palazzo Comunale, ricorda i Caduti della Resistenza e i Martiri di Cefalonia. Dopo l’omaggio da parte del sindaco Gianluca Galimberti, del prefetto Corrado Conforto Galli e del Vice Presidente della Provincia Giovanni Gagliardi, è seguita l’esecuzione del “Silenzio”.

In rappresentanza delle Associazioni partigiane è intervenuto Tiziano Zanisi, presidente della Sezione di Cremona dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, che ha tracciato il percorso che ha portato, dopo molto tempo, al riconoscimento del sacrificio di tutti i militari vittime dell’eccidio di Cefalonia, un crimine di guerra compiuto da reparti dell’esercito tedesco a danno dei soldati italiani presenti su quelle isole l’8 settembre 1943, giorno in cui fu annunciato l’armistizio di Cassibile che sanciva la cessazione delle ostilità tra l’Italia e gli anglo-americani. In massima parte i soldati presenti facevano parte della Divisione Acqui, ma erano presenti anche finanzieri, carabinieri e personale della Regia Marina. Analoghi avvenimenti si verificarono a Corfù che ospitava un presidio della stessa Divisione Acqui (si veda intervento integrale del Presidente Zanisi in allegato).

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del sindaco Gianluca Galimberti che, andando a braccio, ha tra l’altro sottolineato come l’8 settembre, certamente una pagina buia e controversa della storia del nostro Paese, segna però l’inizio di quel percorso che ha come tappe il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione, e il 2 giugno 1946, in cui si celebrò il referendum che vide la nascita dell’Italia repubblicana e quindi l’avvio del cammino che si chiuse con la promulgazione della Costituzione che sancisce la ferma negazione di tutto quanto ha rappresentato il ventennio fascista, a partire dalle leggi razziali del 1938. A tale proposito, il Sindaco ha citato per intero, come invito alla riflessione, vari articoli della Costituzione, ad iniziare dal 48, che sancisce il diritto di voto, e terminando con l’art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, augurando a sé stesso e a tutti di essere all’altezza di queste importantissime parole. E non poteva mancare un riferimento alla guerra in Ucraina: richiamando il dolore e le sofferenze che tante persone seppero affrontare con coraggio durante la seconda guerra mondiale, il Sindaco si è chiesto se si sia in grado di affrontarle in questo momento così tormentato ed incerto dopo il lungo periodo di pace che l’Europa ha conosciuto sino a poco tempo fa.

 

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