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"L'Ungheria non è una democrazia":
astenuto il cremonese Salini

Il parlamento europeo ha condannato il governo magiaro. Hanno votato contro gli eurodeputati di Lega e Fratelli d'Italia. A favore invece Pd, Azione, Italia Viva, M5S, Forza Italia e quasi tutto il gruppo del Ppe, ma l'eurodeputato cremonese si è astenuto

Massimiliano Salini

Il “caso Ungheria” scuote il centrodestra a pochi giorni dal voto, con una spaccatura netta tra Lega e Fratelli d’Italia da una parte e Forza Italia dall’altra. Ieri, infatti, il parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza (443 voti favorevoli) una relazione che chiede alla Commissione e al Consiglio di agire al più presto per punire con il taglio dei fondi europei l’Ungheria guidata dal premier Viktor Orban che, secondo l’europarlamento, “non può più essere considerata una democrazia” e, di conseguenza, “minaccia i valori europei”.

Ma gli europarlamentari di Lega e Fratelli d’Italia, insieme al gruppo “Identità e Democrazia”, hanno votato contro la risoluzione, sostenuta invece dal Partito popolare europeo e da Forza Italia. Sul tema è intervenuto anche Silvio Berlusconi evidenziando come il futuro governo sarà sostenuto da Forza Italia soltanto se sarà pienamente europeista.

Tra gli eurodeputati di Forza Italia, il cremonese Massimiliano Salini ha scelto di astenersi, a differenza dei suoi colleghi di partito. Del resto quando il partito di Orban, Fidesz, era stato espulso dal Ppe, lo scorso anno, Salini aveva parlato di “una sconfitta per il gruppo del Ppe”. “Sicuramente – aveva aggiunto il politico cremonese che nei mesi scorsi è stato sollevato dal ruolo di coordinatore del partito in Lombardia – il partito di Orbán ha messo in atto comportamenti provocatori ma non tali, a mio avviso, da giustificare l’espulsione”. g.lo.

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