Cronaca
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Veterinari: padre e figlio rispondono
per ore al gip. "Noi del tutto estranei"

5 ore e 30 di interrogatorio per padre e figlio

Si sono difesi a lungo, oggi, Leonardo Provana, 59 anni, direttore del distretto veterinario di Crema, e suo figlio Luca, 26 anni, veterinario libero professionista e consulente di aziende sottoposte alla vigilanza del padre. Tre ore e mezza è durato l’interrogatorio di Leonardo Provana davanti al giudice Elisa Mombelli e al pm Vitina Pinto, mentre due ore quello del figlio. Entrambi gli indagati sono assistiti dagli avvocati Martina Deiola e Diego Guarnieri, del Foro di Lodi. “Ci dichiariamo totalmente estranei”, si sono limitati a dire i legali al termine degli interrogatori. Per il resto, “no comment”.

Padre e figlio sono agli arresti domiciliari da venerdì. L’accusa contestata dai carabinieri del Nas e dai pm Vitina Pinto e Chiara Treballi, con la supervisione del procuratore Roberto Pellicano, è quella di corruzione per omissioni e favoritismi nel settore agroalimentare. Numerosi i casi in cui il padre, in­for­ma­to dal fi­glio del­le gra­vi non con­for­mi­tà ri­le­va­te nel­le azien­de pri­va­te per le quali era con­su­len­te, ave­va as­si­cu­ra­to co­per­tu­ra to­ta­le ai vari pri­va­ti, omet­ten­do di in­ter­ve­ni­re e di emet­te­re i re­la­ti­vi prov­ve­di­men­ti.

Per l’accusa, nell’agosto dell’anno scorso il di­ret­to­re del distretto veterinario di Crema avrebbe favorito il macello M.M. Carni di Palazzo Pignano, disponendo il trasferimento di una veterinaria Ats che aveva riscontrato problemi igienico sanitari e gestionali, non pretendendo la risoluzione delle numerose non conformità rilevate da Ats, e ricevendo per il figlio Luca, come corrispettivo, l’assunzione nel macello.

Leonardo e Luca Provana con i loro legali

Dal maggio del 2022 ad oggi, inoltre, Leonardo Provana non avrebbe vigilato sulle criticità emerse nel macello Zema di Salvirola, trascurando casi di positività alla “li­ste­ria” registrata nei pancettoni prodotti dall’azienda, e anche in questo caso, ricevendo l’assunzione del figlio nel macello.

Sempre a maggio di quest’anno, Provana avrebbe fornito copertura ai titolari del caseificio della società agricola Madonna della Neve di Sergnano per risolvere tutte le problematiche emerse in materia di sicurezza alimentare durante le normali attività di lavorazione dei formaggi. Criticità che gli erano state segnalate dal figlio, come ad esempio il caso di una “rietichettatura fraudolenta di un prodotto caseario, o ancora impartendo istruzioni per evitare che i carabinieri si accorgessero dello sversamento illegale del siero e dell’acqua di processo”. Per l’accusa, il dirigente avrebbe “omesso qualsiasi intervento suo o per il tramite dei veterinari alle sue dipendenze, con l’effetto di assicurare alla realtà imprenditoriale, soprattutto tramite la diretta intermediazione garantita dalla presenza di Luca, continuità e sicurezza nell’andamento della gestione imprenditoriale”, ottenendo l’assunzione del figlio nel caseificio.

Secondo il gip, “la presenza di Luca Provana nelle aziende sottoposte a vigilanza (complessivamente era consulente di 18 aziende, la maggior parte delle quali con sede nel distretto veterinario di Crema diretto dal padre) rappresenta, oltre che la retribuzione per la corruzione attraverso gli emolumenti che ha percepito, pari, tra il mese di gennaio e il mese di agosto 2021, a 63.000 euro, anche l’esplicitazione del patto corruttivo che sancisce questo asservimento”.

Sul caso, dopo il duro intervento di ieri dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, oggi è arrivato il commento dell’Ordine dei Medici Veterinari di Cremona che “deplora qualsiasi comportamento deontologicamente scorretto che lede la figura del medico veterinario. Si rimane in attesa del corso della Giustizia. Come in questo frangente, l’Ordine dei Medici Veterinari di Cremona resta fiducioso e sicuro in merito alla vigilanza dei colleghi veterinari ufficiali sulla correttezza dei comportamenti che viene e verrà sempre applicata”.

Sara Pizzorni

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