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Entrano nel vivo le
Challenge for Agorà

Entrano nel vivo le “Challenges for agorà”, le sfide tecnologiche lanciate da aziende agroalimentari, sia di livello nazionale che del territorio, e raccolte dagli studenti dell’Università Cattolica di Cremona.

Un primo banco di prova consiste nella creazione di un packaging sostenibile per un grande formaggio stagionato italiano. Di tutt’altro tono una seconda sfida: verificare la possibilità di usare sottoprodotti di scarto di alcune filiere alimentari da reimpiegare come materia prima in preparati aerosol.

Non manca lo sviluppo di nuovi prodotti: una merendina per bambini a base di latte e frutta o una linea di preparati a base di verdura e frutta. Mentre un’ultima sfida punta alla salute, con la realizzazione di prodotti di gastronomia adatti a persone infartuate e con colesterolo alto.

“Challenge for Agorà – ci spiega il professor Lorenzo Morelli, Ordinario di Microbiologia e direttore scientifico di Agorà – è un progetto che nasce nel Campus dell’Università Cattolica di Cremona all’interno delle iniziative di Agri-Food Lab, il Centro di ricerca e servizi nato dalla Convenzione tra Università Cattolica, Comune, Camera di Commercio, Provincia di Cremona e Istituto Gregorio XIV. Si tratta – prosegue Morelli – di un esempio tangibile di Terza missione universitaria, orientata al trasferimento tecnologico e di conoscenza in ambito agroalimentare, e al supporto diretto all’innovazione ma con una peculiarità: il coinvolgimento diretto degli studenti che, nell’Agorà, incontrano le imprese”.

In questo modo l’attività di Agorà dà luogo a una sorta di circolarità virtuosa, che parte dalla formazione dei giovani, passa dallo sviluppo delle imprese del territorio per giungere alla creazione di occasioni di lavoro.

E come avviene tutto ciò? Il primo passo è stato chiedere alle aziende alimentari di identificare e proporre un “sogno nel cassetto”. Un’idea, cioè, di innovazione di prodotto o di processo che magari era da tempo oggetto di discussione all’interno dell’azienda ma che non aveva ancora trovato attuazione. E la risposta ha sorpreso gli stessi promotori del progetto: molte le proposte di ricerca e sviluppo arrivate sia da grandi aziende nazionali che da imprese del territorio cremonese.

A quel punto sono stati coinvolti gli studenti delle lauree magistrali dei campus di Piacenza e Cremona (Scienze e tecnologie alimentari, Agricoltura sostenibile e di precisione, Food processing innovation and tradition e Agricultural and food economics) che hanno raccolto la sfida e studiato possibili soluzioni, con l’aiuto di docenti tutor. E ora, dopo una prima approvazione delle diverse idee progettuali da parte delle aziende, gli studenti potranno accedere al ConLab, uno spazio di coworking creato presso il Campus di Santa Monica dell’Università Cattolica di Cremona dove, sempre affiancati dai docenti di riferimento, trasformeranno le idee in progetti esecutivi di innovazione.

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