Cronaca
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“Difendiamo il Made in Italy”, il 18 novembre
la Lega incontra le categorie economiche

Venerdì 18 novembre l’Eurodeputata Silvia Sardone (Lega), coordinatrice ID nella commissione Sicurezza alimentare, arriverà a Cremona in occasione della Festa del Torrone. Dopo una visita agli stand in centro, incontrerà gli esponenti delle categorie economiche all’evento “Difendiamo il Made in Italy” che si terrà presso l’Hotel Continental alle ore 18. All’evento, organizzato dalla Sezione Lega di Cremona, parteciperà l’onorevole Silvana Comaroli, oltre ai rappresentanti politici del territorio.

Il tema è di primario interesse per la filiera agroalimentare cremonese, oltre che per le categorie del commercio coinvolte.
“Stiamo da anni assistendo a un braccio di ferro in Europa per la difesa e la valorizzazione dei nostri prodotti, in particolare per ciò che riguarda il comparto agroalimentare, che vede impegnati in prima linea gli esponenti della Lega a Bruxelles e sui territori, con l’ottenimento dello slittamento al secondo trimestre del 2023 della presentazione della proposta di regolamento sull’etichetta nutrizionale fronte-pacco che la Commissione europea avrebbe dovuto preparare entro la fine di quest’anno. L’Italia – dichiara Sardone – da sempre contraria al sistema a semaforo del Nutriscore, non solo guadagna tempo ma vede aumentare le speranze in un metodo alternativo”.

L’etichetta ideata dalla Francia si chiama Nutri-Score e utilizzando appunto l’immagine di un semaforo, assegna un colore, e dunque un “via libera” o meno, ad ogni alimento in base al livello di zuccheri, grassi e sale, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto. Intuitivamente i cibi con semaforo “verde” sono da preferire rispetto a quelli “rossi”.

Contro il sistema di etichettatura franco-tedesco si è schierata l’Italia, sostenendo che le indicazioni “a semaforo” penalizzino la dieta mediterranea e più in generale i prodotti Made in Italy. L’alternativa proposta si chiama NutrInform Battery e valuta non i singoli cibi, quanto piuttosto la loro incidenza all’interno della dieta. L’etichetta è pensata come una batteria e reca l’indicazione di tutti i valori relativi ad una singola porzione consumata.

La messa a punto di NutrInform Battery è stata compiuta da una pluralità di attori: filiera agroalimentare, nutrizionisti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio per la Ricerca Economica Alimentare e i ministeri delle Politiche agricole, della Salute e dello Sviluppo economico. Il motivo che ha spinto l’Italia a presentare una contro-proposta è, come detto, in primis economico: l’adozione di Nutri-Score, infatti, avrebbe un peso che, secondo stime di Coldiretti e di Federalimentare, l’associazione che riunisce le aziende del settore, potrebbe arrivare fino al 50% dell’export. “La più diffusa e consolidata letteratura scientifica, sottolinea che non esistono cibi buoni o cibi cattivi, ma solo diete più o meno equilibrate e che ogni cibo può entrare a far parte di una dieta equilibrata nella giusta misura. Su questo assunto si basa il Nutrinform che non classifica nessun cibo come insalubre in sé, ma ne illustra la giusta quantità da prendere giornalmente. Stando ai profili nutrizionali, alcune delle nostre eccellenze come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e persino l’olio d’oliva riceverebbero il semaforo arancione o addirittura rosso. Eppure, l’olio d’oliva è considerato un vero e proprio toccasana per la nostra salute e un “grasso buono”: bisogna infatti valutare non il prodotto in sé ma la quantità di prodotto che si consuma”.

 

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