Politica

Covid, telenovela Medaglia
d'Oro: la politica resta divisa

Mentre a Bergamo la procura ha inviato gli avvisi di garanzia a politici e sanitari per le presunte responsabilità nella disastrosa gestione del Covid a Cremona continua la telenovela sull’attribuzione della Medaglia d’Oro a chi lottò in prima linea in quei terribili mesi di tre anni fa.

Martedì prossimo l’ufficio di presidenza, che deve decidere cosa portare all’ordine del giorno nel successivo consiglio comunale, si troverà davanti due proposte di delibera: una che attribuisce l’onorificenza al mondo delle professioni sanitarie e ai volontari delle ambulanze; l’altra, che la estende ad altre categorie professionali, citandole ad una una, ma rischiando di lasciarne fuori qualcuna, dai farmacisti alle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco agli addetti alla vendita dei beni di prima necessità che come noto rimasero aperti durante il lockdown.

Una richiesta, quest’ultima, depositata dalla minoranza di Forza Italia e Viva Cremona il 15 novembre scorso, dopo che la maggioranza di centrosinistra aveva bocciato l’iniziale proposta di Forza Italia di premiare il medico pneumologo Giancarlo Bosio, uno dei simboli dell’abnegazione del mondo sanitario.

Su un tema del genere si sono già tenute almeno tre discussioni in consiglio comunale, prima con la proposta della maggioranza di affiancare al nome di Bosio quello dell’infettivologo Angelo Pan; poi con l’accusa della minoranza di voler boicottare Bosio per ragioni politiche e così via. Professionista, quest’ultimo, che nel frattempo ha fatto sapere a chi l’aveva proposto di non essere disponibile ad accettare l’onorificenza, vista la polemica che si era innescata.

A chiedere che entrambe le proposte vengano messe ai voti è stato il capogruppo di Forza Italia Carlo Malvezzi, dopo aver visto il post del sindaco Galimberti del 22 febbraio: “Assegniamo la Medaglia d’oro agli Operatori sanitari cremonesi per il loro straordinario impegno nel periodo Covid.
Lo abbiamo ribadito oggi in Giunta. Un riconoscimento a medici, infermieri e operatori del soccorso che, è innegabile, sono stati fin dall’inizio in prima linea nell’emergenza e che simbolicamente rappresentano tutti quei professionisti e quei cittadini che, in altri ambiti, si sono spesi in quei mesi difficilissimi.
Ci hanno proposto di estendere la medaglia anche a farmacisti, forze dell’ordine, pompe funebri e cassieri. E allora perché non anche ai bambini costretti a casa da scuola, agli imprenditori che hanno chiuso l’attività, agli operatori ecologici che hanno garantito il servizio dei rifiuti, a quelli sociali che hanno accompagnato le fragilità nonostante la pandemia, ai giornalisti e ai fotografi che l’hanno raccontata? Tutti meriterebbero una medaglia d’oro.
Riconoscere la Medaglia d’oro anche ad altre categorie selezionate vuol dire escluderne sempre delle altre. Riconoscere la Medaglia d’oro agli Operatori sanitari è un riconoscimento a tutta la città”.

“Mancanza di rispetto istituzionale del Sindaco nei confronti del Consiglio Comunale”, aveva subito replicato Malvezzi, “quando il sindaco annuncia Assegniamo la Medaglia d’oro ai sanitari cremonesi come una decisione già presa, dimentica che l’assegnazione non compete nè al Sindaco nè alla Giunta, ma al Consiglio Comunale (…) Ci aspettiamo pertanto che entrambe le proposte siano sottoposte al parere dell’Ufficio di Presidenza e successivamente votate in Consiglio. Noi siamo disposti a votarle entrambe anche con voto palese, sempre che il Sindaco ce lo conceda”.

Una telenovela, insomma, che stride con un tema tanto doloroso per le troppe perdite subite dalla comunità cremonese.

Vedremo se almeno in ufficio di presidenza si troverà un accordo per portare poi in consiglio un unico testo condiviso. Se ciò non accadrà si andrà alla discussione di entrambe le proposte, una della maggioranza, una della minoranza. Con due incognite: serve la maggioranza dei due terzi per dare il via libera e il voto è segreto. gbiagi

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...