Cronaca

Truffe, processo a Melega
La parola alla difesa

Nuova udienza del processo nei confronti di Marco Melega, l’imprenditore cremonese accusato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe online, frode fiscale, riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

Secondo la procura, l’imputato, avvalendosi di diversi prestanome e società “cartiere”, avrebbe messo in piedi un meccanismo finalizzato a riciclare a proprio vantaggio il denaro illecitamente accumulato attraverso le truffe online. Le fasi prevedevano la costituzione di società intestate a prestanomi, pubblicizzate su emittenti televisive e radiofoniche di rilievo nazionale e che vendevano a prezzi concorrenziali, attraverso siti di e-commerce, prodotti di vario genere, come vini pregiati, buoni carburante, prodotti elettronici.

Oggi parola ai testimoni della difesa, rappresentata dagli avvocati Ilenia Peotta e Luca Angeleri. Sono stati chiamati in 25 a testimoniare, ma se ne sono presentati solo 8. C’è chi non ha ricevuto la notifica, e chi ha mandato la giustifica per problemi personali o di salute.

In udienza si è parlato della Consulting srl collegata a Media Barter, con uffici a Bussolengo, in provincia di Verona: ai clienti si offriva la pubblicità sui media in cambio dei prodotti fuori catalogo o giacenze di magazzino.

Susanna era dipendente di Consulting in qualità di venditore commerciale: “Contattavo i potenziali clienti per offrire il servizio di pubblicità su Mediaset in cambio dei prodotti. Il direttore era Alessandro Tagliagambe. Con Melega non ho mai avuto rapporti”.

Melega non l’ha mai conosciuto neanche un cliente che invece aveva stipulato il contratto con Tagliagambe.

Emanuele ha lavorato per sei mesi per Media Barter, branca di Consulting. Lui, Melega l’ha visto un paio di volte. “Ho saputo da Tagliagambe che era una figura apicale”.

Altri testimoni della difesa saranno sentiti nel corso dell’udienza del prossimo 27 aprile.

Sara Pizzorni

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