Non maltrattò la moglie: accuse
non vere. 75enne invalido assolto
Lei, che prima di diventare sua moglie era stata la sua badante, lo aveva accusato di maltrattamenti, per aver alzato le mani su di lei e di averla cacciata di casa anche con minacce di morte. Ma le accuse della donna, una 63enne bulgara, si sono rivelate infondate, e oggi l’ex marito, Ugo Acampora, 75 anni, napoletano residente a Cremona, bloccato su una sedia a rotelle perchè affetto da una grave malattia degenerativa, è stato assolto “perchè il fatto non sussiste”. Per lui, il giudice per l’udienza preliminare ha emesso sentenza di non luogo a procedere.
Secondo quanto denunciato dalla donna, con cui Acampora è stato sposato per 18 anni, dal gennaio dell’anno scorso l’uomo l’avrebbe ingiuriata, offesa e minacciata. “Devi morire, te ne devi andare”, le avrebbe detto. Il 75enne avrebbe assunto atteggiamenti prevaricatori, impedendole in diverse occasioni di entrare in casa, staccando temporaneamente l’acqua e la corrente elettrica per punirla dei consumi, a suo dire eccessivi, gettando i suoi pasti nella spazzatura, urlandole contro anche di notte.

Acampora doveva anche rispondere di lesioni, in quanto, durante una lite scoppiata il 12 luglio del 2024, avrebbe strattonato la moglie, facendola cadere a terra e provocandole una escoriazione al ginocchio con prognosi di sette giorni.
Prima di finire sulla sedia a rotelle, l’imputato, che alle spalle ha precedenti per reati fiscali, ha fatto il camionista e poi il commerciante di mozzarelle di bufala. E’ anche un compositore di musica classica napoletana. Nel procedimento era difeso dall’avvocato Paolo Zilioli, mentre la ex moglie non si è costituita parte civile.
Nella sua arringa, l’avvocato Zilioli ha sostenuto che l’uomo, proprio per la sua condizione fisica, non avrebbe mai potuto alzare la mani. “Servono due persone per spostarlo e non riesce a camminare da solo. Mi chiedo dunque come abbia potuto provocare delle lesioni”. La situazione in famiglia”, ha spiegato il legale, “è diventata tesa quando il mio cliente è peggiorato nelle sue condizioni e la signora ha deciso che non le conveniva più assisterlo. Andava a fare la badante altrove e non tornava nemmeno a pranzo. Per questo motivo nascevano i litigi.
“Voleva mettermi in un ospizio e restare nella nostra casa“, ha spiegato Acampora, che a suo tempo aveva fatto una denuncia contro la moglie per violazione degli obblighi di assistenza, poi archiviata. Attualmente la donna continua a fare la badante e vive in una casa Aler.
Della coppia si erano occupati gli assistenti sociali. Nella relazione si legge: “Lo storico dell’Acampora con il servizio sociale è lungo, inizialmente detenuto con ergastolo, la pena è stata ridotta e uscito dal carcere è stato agganciato dal servizio per dei lavori di pubblica utilità”. “Chissà da dove è saltata fuori questa perla”, ha commentato l’avvocato Zilioli. “Il signor Acampora non è un ergastolano”.
Sara Pizzorni