Manzi (Pd): "La scuola di Valditara?
"Più che futuro guarda al passato"
A pochi giorni dalla presentazione in Consiglio Provinciale del piano di Dimensionamento Scolastico per il prossimo anno, che si preannuncia carico di tagli a causa del calo demografico e della sforbiciata al personale, il Pd provinciale ha organizzato nel pomeriggio di venerdì un incontro sulle novità in arrivo e allo studio nel ministero Valditara, alla presenza dell‘onorevole Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico. A introdurre i lavori, il segretario provinciale Michele Bellini, seguito dal presidente della Provincia Roberto Mariani, dalla vicesindaca Francesca Romagnoli e, in veste di moderatrice, da Simona Frassi, consigliere comunale Pd. Tra il pubblico anche il consigliere regionale Matteo Piloni.
La prossima settimana due i temi che verranno affrontati dall’ente Provincia: l’insufficienza del trasporto scolastico extraurbano, lunedì in un incontro con lo staff di Arriva e il 14 ottobre con il Consiglio provinciale che esaminerà il Piano di Dimensionamento scolastico.
E’ stata quindi l’onorevole Manzi a parlare delle ultime novità in discussione a Roma. Tra le sfide educative, quelle legate alle nuove tecnologie (vedi l’uso dello smartphone a scuola) che non possono essere risolte con semplici divieti e poi gli indirizzi in tema di educazione all’affettività.
“La scuola a cui guarda il Ministero Valditara – ha detto – più che al domani guarda all’altro ieri, mi verrebbe da dire. Penso alle indicazioni nazionali per la scuola primaria, sul curriculum, che sono state approvate dal Governo e che ancora non sono entrate in vigore, proprio perché c’è stata la bocciatura del Consiglio di Stato e che guardano a una scuola che va avanti per precetti e quindi per categorie molto stringenti, limitando quella che è l’autonomia didattica, importante, dei docenti.
“Si guarda indietro con il ripristino, per esempio, del giudizio alla scuola primaria, del giudizio vecchia maniera, in questo senso, come se il passato fosse più rassicurante del presente”. Tra le sfide educative, “in questo momento proprio la nostra Commissione alla Camera, la Commissione Cultura, sta esaminando un disegno di legge del Governo che chiede addirittura il consenso preventivo delle famiglie per qualunque attività che riguardi la sessualità.
“Questo – aggiunge Manzi – rischia di complicare le attività legate all’educazione all’affettività, all’educazione e al rispetto, creando anche un clima di sfiducia dannoso nel rapporto tra la scuola e la famiglia. Si fa finta di non cogliere quella che è un’emergenza, perché a ogni femminicidio purtroppo ci ritroviamo a commentare una situazione di emergenza che richiede invece un grande sforzo educativo e un grande impegno educativo da parte delle scuole, delle famiglie e di tutta la comunità educante”.
All’intervento sugli aspetti nazionali hanno fatto seguito quelli dei sindacalisti del territorio, con Ivan Zaffanelli, segretario generale CISL, Cosimo Barletta di CISL Scuola, Maria Teresa Perin, segretaria CGIL Cremona con delega all’istruzione, Alba Filomena Caridi di FLC CGIL, Oreste Pegno, segretario generale UIL Scuola. Il sindaco di Capergnanica Alex Severgnini ha introdotto il tema dell’edilizia scolastica portando gli esempi delle nuove costruzioni di nido, infanzia e primaria nel suo paese. gb