Sotto attacco del vicino "hacker"
Ma è scagionato, non è imputabile
Sfruttando le sue notevoli abilità in ambito informatico, aveva creato centinaia di profili falsi a nome del vicino, inviando messaggi a varie persone, con insulti, minacce, e anche avances sessuali. Le accuse, per un 37enne siciliano residente a Cremona, erano quelle di sostituzione di persona, molestie e minacce.
Vittima, Claudio (nome di fantasia), il vicino, parte civile attraverso l’avvocato Fabio Sbravati, a cui il 37enne aveva trasformato la vita in un incubo, ma anche ad altri residenti e ad altre persone che erano state contattate sui social col nome di Claudio. Oggi, però, l’imputato, assistito dall’avvocato Gianpaolo Bellini, è stato assolto. Non è imputabile perchè all’epoca dei fatti due perizie, una della procura e l’altra della difesa, hanno stabilito che non è in grado di intendere e di volere.
L’uomo, seguito dal Cps, continua ad abitare in una casa dell’Aler insieme alle sue “vittime”. Il giudice, per evitare che possa creare nuove molestie, ha auspicato che si trovi al più presto una soluzione, come ad esempio l’ingresso in una comunità, essendo impossibile ospitarlo nella Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, già strapiena e con liste di attesa interminabili.
Per l’accusa, nel 2021, il 37enne aveva aperto numerosi profili su Instagram attribuendosi l’identità di Claudio, traendo in inganno tutti coloro che comunicavano con lui in chat. In uno dei messaggi, aveva anche minacciato il vicino: “Sia tu che la tua famiglia siete delle persone morte, vado a trovare tua figlia, tanto ha un bel visino“. Minacce erano arrivate anche alla figlia, che aveva ricevuto tre messaggi sempre da falsi profili in cui le era stato scritto delle intenzioni di uccidere il padre.

Nel 2022 aveva molestato una donna che aveva ripetutamente contattato tramite uno dei profili Instagram creati, intestandolo falsamente al suo vicino di casa Claudio, scrivendo frasi e parole riprovevoli, sostenendo di aver bisogno di “coccole”, invitando a raggiungerla a casa sua (e cioè in quella del vicino) e che aveva un corpo meraviglioso. Molestato anche il compagno della donna: l’imputato, servendosi di un altro falso profilo, sosteneva di essere stato pagato da Claudio per seguirle lui e la sua compagna con l’intento di diventare l’amante di lei.
Avances, minacce e insulti che le vittime, comprensibilmente alterate e spaventate, avevano erroneamente attribuito a Claudio, prendendosela con lui, mentre in realtà, per l’accusa, l’autore era l’imputato che attraverso i falsi profili creati sui social si spacciava per il vicino.
“Una volta il mio assistito si è trovato davanti alla porta di casa delle prostitute“, ha spiegato l’avvocato di parte civile Sbravati. “Ovviamente non erano state contattate da lui”. Il 37enne, sempre secondo le denunce presentate a suo carico, aveva anche bruciato le porte del condominio e tolto l’elettricità per creare problemi ai vicini, compresa una donna di 93 anni.
Nel corso delle indagini, gli inquirenti gli avevano sequestrato i dispositivi informatici, scoprendo i falsi profili e riconoscendo nell’imputato una notevole capacità informatica. L’uomo, però, è stato giudicato non imputabile.
“Il mio cliente è in cura ed è vigilato“, ha spiegato l’avvocato Bellini. “Si tratta di una vicenda tristissima che merita molto approfondimento”.
Sara Pizzorni