Ex Europoligrafico, solo il degrado
avanza. La proposta di un residente
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Da un lato, la sagoma elegante del complesso di San Sigismondo che si staglia all’orizzonte; dall’altro, il degrado che avanza in via Flaminia, tra caseggiati e ville signorili. Stiamo parlando dell’ex Europoligrafico: quasi 20mila metri quadrati di area industriale dismessa dal 2008 tra uffici, capannoni, cunicoli sotterranei testimoni di un passato produttivo ormai del tutto scomparso e ora da bonificare. Ammesso che si trovi qualcuno disposto a rilevare l’area, da anni in vendita in una zona residenziale di pregio, come dimostrano le recenti edificazioni poco distanti.
Gli alti costi di ripristino ambientale dell’ex “cartaria” come ancora viene chiamata, una tipografia che ai tempi d’oro occupava una cinquantina di persone, hanno scoraggiato i possibili investitori e così quello che rimane va sempre più in rovina oltre a non essere sufficientemente presidiato. Esistono sì due catenacci, uno sul fronte di via Flaminia, l’altro sul retro in via Carpena, ma la recinzione è facilmente valicabile e non ci sono chiusure al cancello scorrevole che dà accesso al cortile dove è stata installata un’antenna di telefonia qualche hanno fa.
Ma non serve entrare in questo complesso per avere chiara la situazione. Basta girarci attorno, in via Biffi ad esempio, dove viene lamentata anche la totale assenza di illuminazione, da quando lo stabilimento è cessato: gli unici lampioni esistenti erano infatti quelli dell’azienda, quando ancora era in attività.
In una zona dove non è mai riuscito a costituirsi il comitato di quartiere, è Fabio Bassi, un residente che abita qui fin da ragazzo a chiedere che il Comune si attivi con la proprietà per almeno mettere in sicurezza il comparto. “Siamo disposti a dare una mano per rimuovere sporcizia e rifiuti, ma serve un minimo di sicurezza e più volte ho chiesto al Comune di fare pressioni sulla proprietà”, ci spiega. “Adesso – dice mostrandoci un cumulo di rifiuti edili gettati oltre la recinzione – ogni giorno viene depositato qualche nuovo rifiuto. Qui ci entrano i ragazzini, ma anche persone senza fissa dimora, probabilmente quello che vediamo lungo via Flaminia o via Biffi non sono solo sacchi di rifiuti, ma anche materiale rubato di cui qualcuno si è voluto liberare”.
Un incendio, a marzo dell’anno scorso, causato verosimilmente da qualche inquilino abusivo, aveva interessato la ex palazzina degli uffici. Erano intervenuti Polizia e Vigili del Fuoco e ci si aspettava che qualcosa cambiasse. “Credo che il Comune abbia imposto alla proprietà una messa in sicurezza, ma tutto quello che è stato fatto è stata una recinzione in plastica facilmente sormontabile e solo attorno alla palazzina”.
Giuliana Biagi











