Le scorribande della baby gang
in piazza Roma: parola alla vittima
A processo due tunisini che per l'accusa avrebbero fatto parte del gruppo di giovanissimi che tra ottobre e novembre del 2024 si era reso responsabile di numerosi episodi di violenza in città. Il racconto del giovane preso a bottigliate in piazza Roma
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Si sarebbero resi protagonisti di una guerriglia urbana, due giovanissimi tunisini di 19 e 22 anni componenti di una baby gang che tra l’ottobre e il novembre del 2024 aveva messo in atto una vera e propria escalation di violenze in città, compiendo una serie di reati che avevano creato paura e allarme tra i cremonesi. Grazie ad un’operazione interforze, tra la fine di novembre e il mese di dicembre gli autori delle scorribande erano stati individuati nella sede di una società cooperativa di via Giordano: una decina, i ragazzini nordafricani, minorenni e maggiorenni, che avevano imperversato tra il centro storico, le zone delle stazioni ferroviarie e dei pullman, i giardini di piazza Roma e vicino ad alcune aree commerciali.
In particolare, i due tunisini che stanno affrontando il processo ordinario davanti al collegio dei giudici devono rispondere di sette capi di imputazione. Tra questi, anche l’aggressione ad un 33enne che nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024 in piazza Roma era stato colpito alla testa con una bottigliata.
Quella sera la vittima, appena lasciato il lavoro, aveva raggiunto ai giardini alcuni amici. Ad un certo punto aveva visto venirgli incontro tre giovani incappucciati. “Mi hanno aggredito all’improvviso e mi hanno buttato contro una macchina“, ha spiegato in aula il 33enne. “Ho cercato di difendermi, ma poi sono caduto a terra e da dietro sono stato colpito con una bottiglia di vetro. Poi sono stato preso a calci e pugni. Uno degli aggressori era alto, il viso non era coperto, ma mi erano caduti gli occhiali e non c’era tanta luce. Il più alto aveva un giubbotto nero e verde, ma erano tutti vestiti di scuro. Non li avevo mai visti prima e non ho ancora capito il motivo dell’aggressione. Poi ho sentito dei rumori di bottiglie che si rompevano. Ero sotto shock e dolorante, e sono andato in ospedale”. I medici gli avevano diagnosticato sette giorni di prognosi.
A testimoniare è stato chiamato anche uno degli amici della vittima. “Eravamo in tre, c’era anche un’amica con il suo pitbull. Eravamo seduti sulle panchine di fronte alla gelateria a bere birra quando il nostro amico ci ha raggiunti. Poi sono arrivati un paio di ragazzi incappucciati. Il cane ha abbaiato e uno di loro gli ha tirato un calcio. Uno era molto alto, un altro poco più basso, il terzo era magro ed era vestito di scuro. Indossava un cappuccio e si vedevano solo gli occhi. Uno aveva la visiera e uno scaldacollo che gli copriva il volto fino agli occhi. Un altro aveva un monopattino e sembrava molto giovane”. “Io e i miei amici poi ci siamo separati”, ha continuato a raccontare l’amico della vittima. I due si erano sentiti per telefono. “Mi ha raccontato che era stato colpito e che doveva andare in ospedale”.
I due imputati, che erano insieme ad un altro ragazzo e ad un minorenne, sono accusati di lesioni personali aggravate e, in concorso con un minorenne, anche di aver gettato in direzione dei giardini delle bottiglie di vetro prelevate dai cassonetti.
Le mosse dei componenti della baby gang erano state registrate dalle telecamere di videosorveglianza del centro e degli esercizi commerciali. Polizia e carabinieri, dopo serrate indagini basate anche sulle testimonianze dei coinvolti, erano riusciti a chiudere il cerchio attorno agli autori degli episodi di violenza che avevano colpito la città.
Sempre i due tunisini, insieme a due minori, sarebbero anche gli autori di una tentata rapina avvenuta il 14 ottobre del 2024. Il 19ene e il 22enne, accusati anche di lesioni, avrebbero cercato di rubare il cellulare ad un ragazzo, arraffandolo dalla tasca del suo cappotto. Lo avrebbero accerchiato e poi colpito al viso con una bottiglia di vetro, provocandogli ferite guaribili in cinque giorni.
Sono poi contestati due episodi di lesioni e danneggiamento accaduti la notte del primo novembre del 2024 all’interno del parcheggio della Coop di via del Sale, dove un ragazzo era stato malmenato e contro la sua auto era stato lanciato un sasso, e di un furto messo a segno il 23 ottobre del 2024 di una carta carburante, di una pochette contenente un coltellino svizzero, di un lucchetto e di 20 euro sottratti da un’auto in sosta.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Cristina Pugnoli e Michela Tomasoni. Si torna in aula con altri testimoni il prossimo 17 febbraio.
Sara Pizzorni