Lavoro in provincia: aumentano assunzioni e dimissioni volontarie
I dati salienti dell'Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro nel terzo trimestre 2025. Tra luglio e settembre 13.852 avviamenti e 11.239 cessazioni, con un saldo positivo di +2.613.
Le dimissioni volontarie salgono al 26,2% rispetto al 21,7% del trimestre precedente
Leggi anche:
I dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Cremona mostrano la crescente tendenza dei lavoratori alle dimissioni volontarie, rispetto alle cessazioni per fine contratto. E’ uno dei dati più significativi emersi nell’analisi riguardante il terzo trimestre 2025, che sta ad indicare una maggiore mobilità delle forze lavoro.
Sul lato delle uscite, infatti diminuisce l’incidenza delle cessazioni per fine rapporto a termine (57,7%, in calo rispetto al 66,4% del secondo trimestre) e crescono le dimissioni volontarie, che salgono al 26,2% (dal 21,7%), segnalando una maggiore mobilità. La perdita involontaria del posto di lavoro si attesta al 5,8%, su valori sostanzialmente stabili rispetto al trimestre precedente.
Più in generale, “il terzo trimestre 2025 – sottolinea Giovanni Gagliardi, Consigliere Provinciale delegato al lavoro – restituisce un segnale incoraggiante: dopo la flessione primaverile, il mercato del lavoro torna a esprimere un saldo positivo, sostenuto da un aumento delle attivazioni e da un calo delle cessazioni.
“Anche il sistema produttivo conferma una ripresa consolidata, con un ruolo decisivo della domanda estera. Restano tuttavia elementi di attenzione, come l’incertezza che interessa il comparto artigiano e la riduzione delle assunzioni previste per l’ultimo trimestre dell’anno. La Provincia di Cremona, attraverso il suo Osservatorio e i Centri per l’impiego, continuerà a monitorare la situazione e a promuovere occasioni di condivisione e riflessione con tutti gli attori pubblici e privati del territorio”.
LA SITUAZIONE IN REGIONE
Tra luglio e settembre 2025 la manifattura lombarda registra una crescita della produzione del +2,2% su base annua, accompagnata da un aumento del fatturato (+4,4%) e degli ordinativi, sia interni (+2,5%) sia esteri (+4,1%). Anche il comparto artigiano regionale mostra una dinamica positiva, con produzione in crescita (+1,6%) e occupazione sostanzialmente stabile
LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI CREMONA
La provincia di Cremona, pur collocandosi al nono posto nella graduatoria lombarda, conferma per il quarto trimestre consecutivo una variazione positiva della produzione manifatturiera (+1,4%). La crescita è sostenuta soprattutto dagli ordinativi esteri (+10,5%), affiancati da un incremento della domanda interna (+3,2%). Il fatturato manifatturiero cresce dello +0,3%.
Nel comparto artigiano si rilevano segnali di tenuta, con produzione +1,2% e fatturato +2,6%, a fronte di una lieve flessione degli ordinativi (-0,6%) e dell’occupazione (-0,7%), che introduce elementi di cautela per i mesi successivi.
IMPRESE
Nel terzo trimestre 2025 il tessuto imprenditoriale provinciale registra un saldo positivo di +70 imprese, superiore a quello dello stesso periodo del 2024 (+40). Il risultato è trainato dall’aumento delle iscrizioni (314), mentre le cessazioni non d’ufficio restano stabili.
Il contributo principale proviene dai servizi (+48), mentre l’aggregato agricoltura–industria–costruzioni cresce di +22 unità. Le imprese attive complessive si attestano a 24.833.
CIG: forte riduzione rispetto al 2024, ma livelli ancora sopra il 2023
Le ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate in provincia di Cremona nel terzo trimestre 2025 ammontano a 547.446: un dato in calo rispetto al 2024 (-25,5%), ma superiore al 2023 (+41,5%). Quasi tutte le ore sono di CIG ordinaria (526.262, pari al 96,1%), mentre la CIG straordinaria si riduce nettamente (21.184 ore, 3,9%), dopo l’eccezionale livello del 2024.
La quasi totalità delle ore resta concentrata nel settore industriale (98,2% delle ore), con un peso marginale dell’edilizia.
Mercato del lavoro: inversione di tendenza, saldo torna positivo
Il cuore del trimestre è nel dato occupazionale: tra luglio e settembre 2025 si registrano 13.852 avviamenti e 11.239 cessazioni, con un saldo positivo di +2.613. È una svolta rispetto al trimestre precedente (saldo -2.702) e un risultato leggermente migliore rispetto al terzo trimestre 2024 (+2.478).
L’aumento degli avviamenti rispetto al trimestre precedente (+30,1%) e la riduzione delle cessazioni (-15,8%) riflettono una dinamica stagionale favorevole.
Genere ed età: miglioramento diffuso
Il saldo positivo interessa entrambi i generi, con un risultato più marcato per le donne (+1.428) rispetto agli uomini (+1.185). Anche per età emergono segnali positivi: giovani 15–29 anni (+979) e 50–64 anni (+218) risultano entrambi in attivo, con un miglioramento degli over 50 rispetto al 2024.
Contratti: determinato dominante, indeterminato stabile ma in lieve flessione sul trimestre
Sul piano contrattuale, la quota di avviamenti a tempo indeterminato scende leggermente al 17,8% (dal 18,8% del secondo trimestre), ma resta più alta rispetto al terzo trimestre 2024 (15,3%).
Il tempo determinato si consolida come modalità prevalente (56,7%, in crescita). In netto calo la somministrazione (12,0%), mentre aumentano le collaborazioni (11,5%). L’apprendistato resta stabile (2,1%).
Settori: servizi protagonisti, industria in contrazione nella quota di avviamenti
Nel terzo trimestre 2025 il comparto commercio e servizi assorbe il 72,3% degli avviamenti, in crescita significativa rispetto al secondo trimestre (61,9%). L’industria, invece, riduce nettamente il proprio peso e scende al 14,7% (dal 23,6% del trimestre precedente). Agricoltura (6,2%) e costruzioni (6,8%) restano su quote più contenute, ma le costruzioni.