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Vanoli verso Sassari, Campigotto: “Assenti recuperati e clima positivo nel gruppo”

La Vanoli si prepara alla trasferta di Sassari. Campigotto analizza avversari e momento della squadra, indicando nella solidità difensiva e nello spirito collettivo le basi per affrontare la partita

Carlo Campigotto nella sala stampa del PalaRadi
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La Vanoli Basket Cremona si prepara alla sfida di Sassari partendo da ciò che resta dopo Bologna: una gara persa nel punteggio ma non nello spirito, che diventa ora la base da cui ripartire. A presentare il match valido per la 18ª giornata di Serie A LBA Unipol, in programma domenica 1 febbraio alle 16.30 al PalaSerradimigni, è Carlo Campigotto, primo assistente di coach Pierluigi Brotto.

Di fronte ci sarà una Dinamo Sassari profondamente cambiata rispetto all’andata: “Sassari è una storica componente della Serie A, con un fattore campo che negli anni ha sempre pesato. Arrivano in classifica dietro di noi, ma hanno cambiato allenatore e alcuni giocatori rispetto alla partita d’andata che avevamo vinto in casa. È una squadra molto organizzata, soprattutto dal punto di vista difensivo. Hanno diverse bocche da fuoco che, a seconda dell’avversario, possono essere più o meno determinanti. Giocatori di assoluto livello per il campionato come Rashawn Thomas e Jacob Pullen, che conosciamo bene, e nuove scoperte come Buie e Johnson, due ottimi giocatori. Soprattutto il primo, all’andata, ci aveva fatto molto male”.

La Vanoli arriva in Sardegna dopo una gara complicata contro Bologna, affrontata con rotazioni ridotte e assenze pesanti: “È stata una partita difficile – prosegue Campigotto – sotto tutti i punti di vista. Con una rotazione ridotta e senza probabilmente uno dei nostri giocatori più importanti, abbiamo comunque offerto una prestazione degna. Abbiamo vinto nello spirito. Dopo un primo tempo pessimo siamo riusciti a dare un registro diverso, anche dal punto di vista difensivo. Questa è la base per la partita di domenica, perché sappiamo quanto in trasferta la difesa sia determinante”.

Sul fronte infermeria arrivano per fortuna segnali incoraggianti: “Sì, i due assenti sono praticamente recuperati. Si sono allenati con la squadra, abbiamo fatto ottimi allenamenti e c’è un buon clima tra i ragazzi. È una base importante per giocare bene fuori casa”. Campigotto richiama anche l’esempio di Trento: “Anche lì, nonostante qualche acciacco, siamo andati con il giusto spirito e poi si è visto in campo”.

Guardando alla classifica, l’assistente biancoblù invita a evitare letture semplicistiche. “Questo campionato non rende nessuna partita decisiva. Varese che va a vincere a Milano lo dimostra: tutti possono vincere contro chiunque. Sappiamo l’importanza di queste partite e vogliamo affrontarle nel miglior modo possibile, ma senza definirle decisive. Sono però punti importanti per capire come affrontare i prossimi mesi”.

Un passaggio approfondito è dedicato a Ousmane Ndiaye, tra i giocatori più giovani del roster: “È di fatto il suo primo vero anno da protagonista. Nelle stagioni precedenti aveva avuto presenze limitate. Quando arrivi a giocare con continuità in un campionato difficile come la Serie A, in una squadra che lotta per la salvezza, la giovane età può portare momenti di appannamento. Nelle partite che abbiamo vinto, soprattutto in casa, è stato decisivo. Penso a Trento, a Trieste, con numeri di alto livello. Deve imparare a gestire i momenti di down, e noi siamo qui per aiutarlo, ma anche lui deve fare la sua parte nel processo di maturazione”.

Tra chi sta crescendo con continuità ci sono sicuramente Tajion Jones e Ike Anigbogu. “Jones è qui da un anno, conosce il campionato – spiega ancora l’assistant coach -. È molto coscienzioso, sa quali sono i suoi limiti e gioca per la squadra. A volte siamo noi a chiedergli di prendersi più responsabilità. Lunedì ha fatto un’ottima partita e speriamo gli dia fiducia – e su Anigbogu – Sta facendo un percorso simile a quello di Mathiang ai tempi. Un corpo grande che deve imparare a gestirsi. Nelle ultime partite è riuscito a stare in campo senza spendere falli inutili e quando lui è in campo, anche numericamente, noi giochiamo meglio”.

Infine, una riflessione sull’area, tema spesso dibattuto: “A livello di protezione del ferro siamo tra le migliori difese del campionato, quinti o sesti per punti concessi in area. Per una squadra con i nostri obiettivi è un dato importante. In attacco, invece, abbiamo meno presenza interna e lo stiamo correggendo, andando in area anche con gli esterni come Casarin, Willis e Jones. Sono soluzioni su cui lavoriamo, consapevoli che ci sono ancora margini di miglioramento“.

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