Prime adesioni al movimento di Vannacci: Paolo Italia è "team leader"
Da sempre vicino alla destra sociale, era uscito più di un anno fa da Fratelli d'Italia
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Ha lasciato Fratelli d’Italia più di un anno fa ed ora è il primo, tra gli esponenti della destra cremonese, ad aderire al movimento di Roberto Vannacci. Paolo Italia, 66 anni, coordinatore presso una cooperativa sociale, è “team leader” del circolo cremonese del “Mondo al contrario” , la formazione politica che l’ex generale intende trasformare in partito, avendo depositato pochi giorni fa il simbolo. Per il team cremonese ha scelto un nome altamente significativo, “Battaglione Fulmine”, in onore dei caduti di quella che fu la formazione militare entrata nella XMas nel 1944 e attiva fino alla disfatta nell’aprile del ’45. “Ognuno ricorda i suoi morti”, ci spiega.
Il team è stato ufficialmente riconosciuto ai primi di febbraio. “Ero già pronto a partire a novembre ma non aveva senso iniziare il tesseramento alla fine dell’anno, quindi ho aspettato ancora un mese. Adesso sono due giorni che continuo a ricevere telefonate”, afferma Italia che non rivela chi altri abbia aderito, ma lascia intendere che a seguirlo sono ex tesserati FDI che lui stesso aveva portato nel partito nel periodo del congresso.
“Gli 8 punti del manifesto di Vannacci incarnano quella che è la destra sociale“, afferma, spiegando così i motivi per cui tanti sarebbero i delusi dai partiti e in particolare da FDI, da cui era uscito quando, con la crescita esponenziale, “ho capito che non era più il mio mondo”. Ma in cosa esattamente è rimasto deluso? “Quando si fanno delle promesse bisogna mantenerle, la coerenza per me è la cosa più importante. Era stato detto che si sarebbe abolita la legge Fornero e tolte le accise alla benzina …. e invece sono ancora lì”.
Nessuna voglia di fare polemica però: “Ero entrato in punta di piedi e sono uscito allo stesso modo, non ho niente contro il partito e con molti sono rimasto amico, semplicemente non riconosco più in FDI i miei ideali”.
I sondaggi in realtà mostrano ancora un largo consenso per il partito della Meloni. “Non ho mai dato peso ai sondaggi, vediamo cosa otterrà alle prossime elezioni, secondo me arriverà al 21, 22%. Lo capisco parlando con le persone, con la gente normale che non è interessata ai tatticismi della politica.
“Quanto a ‘Futuro Nazionale’ (il nome del costituendo partito di Vannacci, ndr), penso che raccoglierà soprattutto i consensi di chi in questi anni non è più andato a votare”, afferma ancora, dicendosi scettico nei confronti delle previsioni come il recente sondaggio di YouTrend, che accredita il partito di Vannacci per un 4,2% a danno soprattutto di Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%). Conseguenze ridotte invece per Forza Italia, che cederebbe solo lo 0,2%.
“Sono uscito da FDI un anno fa per ‘disintossicarmi’ e da allora ho seguito Vannacci, però questa è l’ultima volta”, afferma rivangando i suoi trascorsi politici: mai iscritto all’MSI, ma entrato in “Futuro e Libertà” quando Gianfranco Fini si sganciò dal Pdl di Berlusconi (“avevo fatto un atto di fiducia”, spiega); poi l’avvicinamento a Gianni Alemanno e l’adesione al Movimento Nazionale per la Sovranità che l’ex sindaco di Roma aveva fondato nel 2017 con Francesco Storace. Infine, Fratelli d’Italia, che lo aveva visto attivo a livello locale durante la clamorosa ascesa delle Politiche e delle Amministrative. Fino alla delusione dell’ultimo anno.