Lettere

"Sul referendum, attacchi personali per non entrare nel merito"

da Alessandro Portesani

Leggo la replica del sindaco Virgilio e prendo atto che, di fronte a una critica politica documentata, si è preferito spostare il confronto sul piano personale. Non è il terreno sul quale intendo stare: il dibattito pubblico merita serietà e rispetto.

Quando parla di “assenza di iniziative consiliari”, il sindaco afferma il falso. L’attività del gruppo Novità a Cremona è tra le più continuative del Consiglio comunale. Ricordo, ad esempio, che l’esposizione della Vittoria Alata di Calvatone presso Regione Lombardia, nell’ambito degli eventi connessi a Milano-Cortina, è stata resa possibile da una mia mozione, condivisa con il consigliere Segalini e votata all’unanimità dal Consiglio comunale: un evento di visibilità internazionale per Cremona e per il territorio, al quale il sindaco ha scelto di non partecipare.

È inoltre inesatto definire “irricevibile” l’ordine del giorno sul referendum: l’emendamento già depositato, su richiesta del Presidente del Consiglio, ne rafforza la natura esclusivamente dichiarativa e di indirizzo.

Quanto agli “atti lontani dai problemi della città”, basta guardare all’ordine del giorno del Consiglio del 9 febbraio, dove la maggioranza presenta mozioni simboliche e dichiarative – dalla Finanziaria 2026 al diritto internazionale – su temi estranei alle competenze comunali.

Nel 2021 il sindaco definiva i referendum sulla giustizia “una bella opportunità” di riforma; oggi parla di impostazione “pericolosa”. Cambiare idea è legittimo. Spostare il confronto sull’attacco personale per evitare di spiegarne le ragioni, no».

Alessandro Portesani, capogruppo di “Novità a Cremona”

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