I 150 anni del Corriere della Sera: la celebrazione al Teatro Alla Scala
In platea tante personalità delle istituzioni, a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Cavalier Arvedi, che negli anni '80 divenne editore del quotidiano, è intervenuto sul palco a raccontare "il mio Corriere"
La Scala di Milano ha ospitato questa mattina la celebrazione dei 150 anni del Corriere della Sera, un evento che ha visto in prima fila le massime autorità nazionali, in primis il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affiancato dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
Dopo un video che ha riassunto i fatti salienti della storia d’Italia raccontati attraverso le pagine del quotidiano, un momento musicale eseguito dall’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Alexander Soddy, a cui hanno fatto seguito i saluti istituzionali di Giuseppe Sala, Sindaco di Milano e Presidente della Fondazione Teatro alla Scala; Fortunato Ortombina, Sovrintendente e Direttore artistico Fondazione Teatro alla Scala; Luciano Fontana, Direttore Corriere della Sera; Urbano Cairo, Presidente RCS MediaGroup.
E’ seguita la lettura di alcuni articoli storici del Corriere da parte delle attrici Cristiana Capotondi e Serena Rossi, quindi sono salite sul palco sei personalità che con il quotidiano di via Solferino hanno avuto differenti relazioni, segnandone le tappe. Ad aprire la serie di interventi, il Cavalier Giovanni Arvedi che negli anni Ottanta contribuì a risanare la testata.
“Il ‘mio Corriere”, così ha esordito Arvedi, “una passione e tanti ricordi di una sfida che negli anni ’80 decisi di affrontare diventandone editore insieme ad altri prestigiosi compagni di impegno.
“Anni molto difficili ma indimenticabili, animati dal sincero convincimento di essere parte di un posto nella storia del nostro Paese e di agire per il bene del nostro Paese. Oggi il mio Corriere desidero descriverlo con un’immagine, quella di un veliero a vele spiegate, bello, austero, dignitoso, che naviga sicuro e stabile anche se il mare si fa più ondoso. A volte viene colpito da raffiche di vento a destra e talvolta anche a sinistra, ma tiene la barra dritta perché sospinto da venti della giustizia, verità, trasparenza e professionalità. E dal bene comune”.
Infine un augurio all’editore Urbano Cairo, e al “mio amico Corriere: avanti senza paura per rendere sempre vera la storia e la nostra storia”.
Al Cavaliere hanno fatto seguito i ricordi personali di Giuseppe Castagna, Massimiliano Di Silvestre, Massimo Doris, Nicola Monti, Roberto Tasca.
La cerimonia si è conclusa poco dopo con il saluto finale di Ferruccio de Bortoli.





