Con il Soroptimist un viaggio nelle fase della vita della donna tra nutrizione ed emozioni
L’incontro promosso dal Soroptimist di Cremona ha proposto una riflessione mettendo in relazione nutrizione, benessere psicologico e consapevolezza emotiva
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Dall’adolescenza alla menopausa, passando per età fertile, gravidanza e allattamento ricordando sempre che per stare bene non basta guardare al corpo, bisogna imparare ad ascoltare anche le emozioni. Era questo il tema al centro dell’incontro promosso dal Soroptimist Club di Cremona, ospitato in una sala Guerrini gremita quasi esclusivamente di donne, socie del club ma non solo, e introdotto dalla presidente Silvia Lanzoni.
A guidare il confronto sono state Paola Girelli, psicologa e coach strategica, e Annalisa Subacchi, biologa nutrizionista, in un dialogo costruito come un percorso attraverso le diverse fasi della vita femminile. Al centro, l’idea che nutrizione, benessere psicologico e consapevolezza dei cambiamenti del corpo siano strettamente collegati. L’obiettivo, è stato spiegato, non è inseguire un modello estetico, ma arrivare a vivere il più a lungo possibile in salute, riducendo malattie e dipendenza dai farmaci.
Una parte importante dell’incontro è stata dedicata all’adolescenza, indicata come una fase decisiva sia sul piano alimentare sia su quello emotivo. Da un lato, è stato sottolineato quanto sia importante costruire fin da giovani un’educazione nutrizionale corretta, capace di incidere sulla salute futura. Dall’altro, è emersa la necessità di dare alle ragazze strumenti per accettarsi, riconoscere i propri limiti e sottrarsi alla pressione di modelli estetici e sociali sempre più performativi. Il messaggio condiviso dalle relatrici è che proprio partendo dai più giovani si può costruire una popolazione più sana e più consapevole.
Nel passaggio all’età adulta, l’attenzione si è spostata sulle difficoltà che oggi molte donne incontrano nel percorso verso la maternità. È stato affrontato il tema dell’aumento dei casi di gravidanze complesse e del ricorso sempre più frequente a percorsi di fecondazione assistita, con un richiamo agli effetti fisici ed emotivi che possono derivare da pressioni esterne, aspettative personali e trattamenti ormonali.
Il focus principale della serata si è poi concentrato sulla menopausa, affrontata prima dal punto di vista fisiologico e poi nelle sue implicazioni concrete sulla vita quotidiana. Subacchi ha spiegato i cambiamenti ormonali che accompagnano questa fase, dal calo degli estrogeni all’aumento dell’FSH, collegandoli agli effetti più frequenti sul corpo: rallentamento metabolico, variazioni nella distribuzione del grasso corporeo, vampate, insonnia, gonfiore e aumento di peso. Da qui l’invito a non reagire riducendo drasticamente il cibo, ma a ripensare l’alimentazione in modo più ampio e funzionale, con particolare attenzione a calcio, vitamina D e proteine, nutrienti fondamentali, insieme al ruolo degli omega-3, dei cereali a basso indice glicemico, di frutta, verdura, legumi e pesce azzurro. Il modello di riferimento indicato è quello della dieta mediterranea, vista non come schema rigido ma come stile di vita sostenibile. È stata richiamata anche la necessità di superare l’idea, ancora molto diffusa, che per dimagrire sia sufficiente mangiare meno: la logica proposta dalle relatrici è invece quella di imparare a mangiare meglio, senza privarsi del cibo e senza trasformare l’alimentazione in una punizione.
Accanto alla dimensione nutrizionale, Girelli ha riportato il discorso sul piano emotivo, leggendo la menopausa come una fase complessa ma anche come una possibilità di riscrittura di sé. La capacità di riconoscere ciò che cambia, ascoltare il proprio benessere e dare un nome alle emozioni è stata indicata come uno strumento decisivo per attraversare questa stagione della vita senza viverla solo come perdita o sofferenza. Paura, dolore, piacere e rabbia sono le emozioni di base da non giudicare, ma da comprendere e gestire: la paura va affrontata, il dolore va lasciato agire, il piacere va accolto con misura, la rabbia può diventare un’energia da incanalare.
Il messaggio finale dell’incontro ha unito i due piani, quello del corpo e quello della mente. Alimentazione corretta, movimento quotidiano, ascolto di sé e stile di vita adeguato sono stati indicati come elementi centrali per accompagnare i cambiamenti del corpo femminile lungo tutto l’arco della vita. Non una risposta standard uguale per tutte, ma un percorso di maggiore consapevolezza per imparare a vivere meglio le proprie emozioni e a costruire un benessere più solido e duraturo.
A sottolineare il significato della serata al termine dell’incontro è stata la presidente del Soroptimist Club di Cremona, Silvia Lanzoni: “Sono veramente contenta del risultato che abbiamo ottenuto perché cibo ed emozioni sono veramente inscindibili. L’obiettivo della serata era parlare alle donne dando un messaggio positivo: niente rinunce, ma ascoltare le emozioni, imparare ad alimentarci seguendo il piacere e accettando anche quelle che sono le trasformazioni naturali nel corso di tutta la nostra vita. Davvero complimenti alle relatrici per aver portato questi messaggi alle donne in momenti così importanti della loro vita”, ha spiegato.
Un concetto ripreso anche da Paola Girelli, che ha sottolineato quanto sia importante cambiare prospettiva rispetto alle convinzioni più diffuse: “Abbiamo tante finte credenze che ci sabotano nelle diverse fasi della vita. Se cominciamo a condividere significati che ci danno valore e una visione più funzionale e strategica, possiamo vivere sempre meglio. La corretta alimentazione in tutte le fasi della vita non vuol dire privazione, ma imparare a godersi il cibo e a mangiare in modo consapevole“.
Sulla stessa linea anche Annalisa Subacchi, che ha riportato l’attenzione sull’educazione alimentare come stile di vita: “Quello che dico sempre è imparare a mangiare con gusto per poter dimagrire. La dieta non deve essere finalizzata solo al dimagrimento, ma alla longevità e al benessere fisico. Mangiare correttamente significa stare bene il più a lungo possibile”.