Scuole e nidi, Frassi: "Nessun taglio, ma un riorientamento verso i nuovi bisogni"
La presidente della commissione consiliare Politiche per la Famiglia sottolinea la necessità di adattare il sistema educativo alle nuove esigenze delle famiglie, garantendo accessibilità e qualità
Leggi anche:
Sistema educativo destinato ai bambini dagli zero ai sei anni del comune di Cremona, dopo l’interrogazione delle minoranze interviene Simona Frassi, consigliera comunale PD e presidente della commissione consiliare Giovani, Formazione, Sport e Politiche per la Famiglia.
La richiesta del centrodestra è di una rendicontazione degli iscritti, dei posti garantiti e dei costi per le famiglie, con una comparazione tra offerta pubblica e privata. “Come dovuto – spiega Frassi -, seguirà un puntuale riscontro da parte dell’amministrazione stessa. Ma ora è senz’altro pregnante sottolineare alcuni punti, anche riprendendo alcuni passi di un precedente articolo di Cremonaoggi nel quale il sindaco Virgilio parlava dell’importanza di un riorientamento graduale delle risorse pubbliche, non della messa in discussione delle risorse destinate a sostenere e valorizzare l’offerta educativa dei soggetti privati convenzionati, quanto una destinazione proficua delle risorse pubbliche”.
“Non un intervento calato dall’alto – puntualizza Frassi -, bensì ‘un tavolo di coprogettazione con l’associazione che rappresenta le scuole dell’infanzia paritarie private’. Si parla di coprogettazione, di gradualità, di accompagnamento al cambiamento condiviso. Dunque, con un focus sulla collaborazione tra pubblico e privato, riconoscendo pari dignità ai soggetti di una rete, in essere da anni. Si tratta, in sostanza, di rendere il sistema educativo pienamente rispondente ad alcuni cambiamenti emersi: nello specifico, è necessario spostare parte delle risorse sugli asili nido, dove sono presenti liste di attesa, mentre nella scuola dell’infanzia permangono standard di soddisfazione della domanda elevati e non sono prevedibili ulteriori aumenti, a fronte dell’attuale andamento demografico”.
Un’offerta educativa pubblica, secondo Frassi “non può che essere inclusiva, rispondente alle nuove esigenze della comunità”. “Se una scelta politica, perché di questo si tratta, incide in modo significativo sulle risorse della collettività, risultando essere la seconda voce dell’intero Bilancio Comunale in termini di costi, è doverosamente tenuta a tener conto dell’evoluzione della domanda, come si evince anche dalle osservazioni dello stesso Osservatorio scolastico cittadino, costituito per monitorarne anno per anno l’evoluzione del sistema locale”: spiega Frassi.
“Che lo si voglia ammettere oppure no – aggiunge la consigliera comunale -, la società evolve e i bisogni cambiano ed è compito di un’Amministrazione farsene carico. Non si può certamente ignorare l’aumento di situazioni di difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di valutare insieme la situazione delle rette delle unità di offerta convenzionate: anche le famiglie economicamente più fragili devono essere concretamente sostenute e messe nella condizione di poter esercitare la libertà di scelta a quale struttura iscrivere i propri figli”.
L’assunzione in continuità della governance del sistema integrato zero – sei anni, approfondisce Frassi, “è anche l’attuazione della normativa nazionale e regionale che assegna alle Amministrazioni tale compito, dopo l’approvazione di due documenti chiave: gli orientamenti nazionali per i servizi per l’infanzia e le linee pedagogiche per il sistema integrato zero – sei anni, che prevedono i coordinamenti pedagogici territoriali e i comitati locali zero-sei, unitamente all’onere della formazione dei docenti”.
Per Frassi non è in discussione l’investimento pubblico negli asili nido e nelle scuole infanzia comunali: “Ricevere un’educazione pedagogicamente adeguata fin dai primi mesi di vita è una misura indispensabile per il contrasto alle disuguaglianze e alle povertà educative, anche in chiave di prevenzione, e per la promozione del futuro successo scolastico”.
Infine, la presidente della Commissione Consiliare Giovani, Formazione, Sport e Politiche per la Famiglia, precisa che “il tavolo di lavoro e di confronto, recentemente attivato dall’Assessora di riferimento, Mozzi, con le rappresentanze delle scuole infanzia paritarie private e degli asili nido convenzionati con il Comune, resta la sede deputata per un confronto sul sistema educativo dedicato ai bambini ed alle bambine della fascia dagli zero ai sei anni, per lo scambio di dati e di proposte: l’obiettivo è quello di giungere a soluzioni condivise per l’aggiornamento e il miglioramento delle convenzioni, attualmente scadute (scuola per l’infanzia) e in scadenza (asili nido), in chiave di accessibilità, inclusione, preservando la qualità dell’offerta educativa. Questo è il compito e il dovere di una comunità educante, che mette al centro le famiglie e i loro figli, nella garanzia della qualità e della continuità dei servizi, facendo in modo che nessuno resti escluso. Ciò detto, ribadisco, il mandato istituzionale di un’Amministrazione pubblica è quello di garantire a tutti, indiscriminatamente, l’accesso ai servizi educativi, in condizione di parità”.