Il furto della borsa al Bennet e la fuga: ammissioni e scuse in aula, arresti convalidati
Tre peruviani intercettati dopo aver derubato una donna al Bennet di Bagnolo Cremasco. Uno di loro è stato accompagnato in tribunale in ambulanza
Avevano rubato la borsa ad una donna che stava facendo la spesa al centro commerciale Bennet di Bagnolo Cremasco. All’uscita, intercettati dai carabinieri, che li stavano già monitorando, non avevano rispettato l’alt, innescando un inseguimento tra le vie del paese. In via Meucci, lo schianto della macchina dei malviventi contro un muretto di recinzione di una villetta.
A bordo di una Volkswagen Golf bianca presa a noleggio erano in tre, tutti peruviani. Sono stati arrestati con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato in concorso. Per uno di loro è stato contestato anche il reato di lesioni nei confronti di un vice brigadiere dei carabinieri.
Questa mattina, nel processo per direttissima, uno dei tre malviventi, Ulises, 48 anni, è stato portato in tribunale in ambulanza, assistito da tre operatori della Croce Verde di Castelleone. Era ferito a un piede, lesione riportata in seguito allo schianto dell’auto contro il muro. Era lui al volante della Golf.
Al termine del procedimento, il giudice ha convalidato l’arresto e per tutti ha disposto la misura del divieto di dimora in provincia di Cremona, con gli obblighi di permanenza in casa nelle ore notturne e di presentazione alla polizia giudiziaria. Il loro legale, l’avvocato Chiara Parisi, di Milano, ha chiesto i termini a difesa e l’udienza è stata aggiornata al primo giugno.
Sabato scorso, i tre erano partiti da Milano alla volta di Cremona, ma quando erano arrivati davanti al Bennet di Bagnolo avevano deciso di fermarsi. Uno aveva atteso nel parcheggio, mentre gli altri due erano entrati. Avevano poi notato una donna anziana che si aggirava tra gli scaffali e mentre uno l’aveva distratta, l’altro le aveva rubato la borsa dal carrello.
Non si aspettavano che i carabinieri sapessero già del loro ingresso in territorio cremasco e fossero appostati con la macchina di servizio nei pressi del centro commerciale. L’auto dei tre uomini era infatti già stata segnalata, in quanto in uso a sudamericani dediti a compiere furti ai danni di anziani.
Una volta usciti dal parcheggio del Bennet, al conducente della Golf era stato imposto l’alt, ma l’auto non si era fermata ed era scattato l’inseguimento fino a via Meucci, dove il mezzo si era schiantato. A fornire supporto e aerocooperazione era stato anche un elicottero del Nucleo di Orio al Serio che si trovava in zona.
Durante le fasi concitate dell’arresto, un carabiniere era rimasto ferito ad un piede, colpito dalla ruota dell’auto subito dopo l’urto con il muro. Per il militare, 35 giorni di prognosi. All’interno della Golf era stata trovata la borsa della donna cremasca con all’interno il portafogli e sparse sul sedile due banconote da venti euro e una da cinque.
Tutti gli arrestati hanno risposto alle domande del giudice: Ulises, residente nel milanese, con alle spalle due condanne definitive e con in corso un procedimento penale a Milano, ha ammesso il furto, si è detto pentito e ha chiesto scusa anche al carabiniere ferito, sostenendo di volerlo risarcire. L’uomo, che svolge lavori occasionali ed è padre di due figli minori, era alla guida ed era colui che ha atteso i complici all’esterno. Li ha chiamati “conoscenti”. “Non mi sono fermato all’alt dei carabinieri perchè ho avuto paura“, ha spiegato.
Ha ammesso anche l’altro arrestato, Otoya, 28 anni, anch’egli originario di Lima, residente in provincia di Varese, ora disoccupato, in passato elettricista per le ferrovie, un precedente, sposato e con una figlia piccola. Il giovane e l’altro complice, Luis Enrique, 48 anni, residente nel milanese, con un lavoro al mercato della frutta di Milano, un figlio in arrivo e un altro figlio in Spagna, erano gli autori materiali del furto della borsetta. “Io ho distratto la signora e Luis le ha preso la borsa”.