"Osare la fiducia": l'associazione CondiVivere lancia la nuova raccolta fondi
Obiettivo del crowdfunding, entro il 31 agosto, raggiungere cifra 30mila euro
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Un progetto per formare al meglio volontari e caregiver sui nuovi percorsi di vita autonoma e indipendente destinati alle persone adulte con disabilità, in vista della prossima approvazione della legge dedicata.
È questo il cuore pulsante di “Osare la fiducia”, la raccolta fondi lanciata dall’associazione cremonese “Condivivere” in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Il gruppo, guidato dalla presidente Tiziana Cappiello, è nato alcuni anni fa dall’impegno congiunto di diverse famiglie del territorio.
Dal 2023 ad oggi si sono susseguite numerose iniziative, tutte con un focus centrale: il progetto dell’abitare.
“È un progetto che forma le competenze necessarie per sostenere i percorsi di vita autonoma e indipendente – spiega la presidente – e per capire cosa significa accompagnare e supportare persone adulte con disabilità che scelgono di intraprendere un cammino verso l’autonomia”.
L’imminente approvazione della legge dedicata rappresenta un passaggio fondamentale, ma, sottolinea Cappiello, “serve lavorare prima sull’allenamento, sulla formazione, sul far sì che operatori, familiari, ragazzi e volontari siano pronti, qui nella testa, a credere e dimostrare che queste possibilità sono realizzabili”.
Il progetto è articolato in tre step, ciascuno dedicato a un’area tematica specifica. L’obiettivo della campagna di crowdfunding, attiva fino al 31 agosto, è raggiungere 30 mila euro.
“È necessario comprendere e conoscere prima di agire – prosegue Cappiello – perché il vero cambiamento è questo. Da qui nasce ‘Osare la fiducia’: fidiamoci dei ragazzi, di ciò che ci dicono e ci trasmettono, e mettiamo le nostre competenze al servizio della costruzione di un percorso su misura”.
Tra le esperienze più significative, Condivivere ha realizzato il primo cohousing della provincia di Cremona, in una casa donata dalla famiglia di una giovane donna con disabilità, oggi condivisa con le amiche conosciute in associazione.
“Noi siamo partiti da zero, con tanta buona volontà e uno sguardo sempre positivo – racconta la presidente – grazie al passaparola e alla capacità di farci conoscere. Non solo famiglie con persone con disabilità, ma anche persone che non avevano mai avuto contatto con questo mondo. Con il nostro approccio familiare e accogliente abbiamo costruito un rapporto di fiducia. Perché è fidandosi e affidandosi che si costruiscono percorsi possibili”.
Un percorso reso possibile anche grazie ai tanti volontari che oggi affiancano l’associazione nei laboratori e nelle attività.
“Siamo convinti – conclude Cappiello – che nelle persone ci sia la volontà di aiutare chi vive la disabilità, ma anche i caregiver, affinché possano pensare a un futuro con un po’ più di respiro. Conto sul vostro aiuto”.
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