Cronaca

Incontro sull’invecchiamento attivo: strategie concrete per la salute

L'evento ha messo in luce i benefici dell'attività fisica per gli anziani, promuovendo il benessere e la partecipazione attiva nella comunità

Organizzatori e relatori
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La sede della Cna di Cremona ha ospitato un incontro organizzato dal Cupla (Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) in collaborazione con Ats della Val Padana, per informare e sensibilizzare la cittadinanza, in particolare la popolazione senior, sull’invecchiamento attivo.

L’iniziativa nasce come applicazione pratica del “Protocollo d’intesa locale per lo sviluppo di un approccio comunitario per la promozione del benessere individuale e il contrasto delle patologie croniche” siglato tra le due realtà per rafforzare i percorsi di inclusione sociale e promozione del benessere nelle comunità locali.

Alla presenza di Marina Della Giovanna, assessore del Comune di Cremona alle politiche sociali e fragilità e a Laura Rubagotti, Responsabile della Ssd Promozione della Salute e Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali dell’Ats della Val Padana, un pubblico attento ed interessato, ha ascoltato le relazioni del Prof. Deodato Assanelli, cardiologo e medico dello sport e del Dott. Mattia Viardi, chinesiologo e del Dott. Fabio Pertusi, psicologo, entrambi di Ats della Val Padana.

Il Prof. Assanelli ha illustrato come la terapia farmacologica delle malattie croniche non trasmissibili abbia compiuto passi da gigante, grazie anche alla ricerca. Tuttavia, per garantire un controllo adeguato di queste patologie e la gestione di un invecchiamento in salute, l’esercizio fisico deve essere continuativo e adeguato alle capacità e agli obiettivi di ogni singolo individuo.

Mentre la terapia farmacologica è promossa dal mondo scientifico anche a livello commerciale e comunicativo, l’esercizio fisico viene proposto in modo frammentario e disuguale. L’attività fisica presuppone un coinvolgimento attivo del singolo soggetto e, soprattutto nelle fasi iniziali, richiede tempo e fatica.

Queste sono le ragioni principali per cui, per effetto dell’invecchiamento e delle malattie croniche che lo accompagnano, si tende ad assumere un numero crescente di farmaci, sempre più costosi, sia per il sistema sanitario che per lo stesso individuo e la sua famiglia. Tali farmaci, se assunti in modo non adeguato, possono peggiorare lo stato di salute complessivo della persona. L’esercizio fisico, se praticato con la stessa continuità di un farmaco, adattato ai bisogni, alle capacità funzionali e alla situazione di salute di ogni individuo, non presenta nessun effetto collaterale.

Il prof. Assanelli, forte della sua esperienza di oltre vent’anni in tre “palestre della salute” in territorio bresciano con pazienti di un’età media di 70 anni, ha dimostrato come l’attività fisica, se praticata con continuità, può ridurre/ritardare l’assunzione di alcuni farmaci, ottenere un miglioramento di tutti gli esami metabolici, delle capacità funzionali e dello stress ossidativo.

Il Dott. Pertusi ha descritto il Piano di Ats Val Padana per un invecchiamento in salute, consentendo alle persone continuare ad essere protagonisti nella comunità. Ha parlato dell’importanza dell’adozione di sani stili di vita – fondamentali per favorire benessere fisico, psicologico e relazionale – e della valorizzazione della figura anziana, promuovendone l’autonomia, l’inclusione, la cittadinanza attiva.

Ha illustrato come, secondo l’Oms, i pilastri dell’invecchiamento attivo siano tre: la salute (sia fisica, che mentale e sociale), la partecipazione (con la possibilità per l’anziano di essere una risorsa per la famiglia e per la collettività) e la sicurezza (il potersi appoggiare ad adeguate risorse economiche, infrastrutturali e sociali). Inoltre, ha ricordato come il concetto di invecchiamento attivo non riguardi soltanto la sfera individuale: i suoi benefici sono evidenti anche per la società nel suo complesso. Fondamentale è anche far parte di realtà associative e del volontariato: dedicando una parte del tempo agli altri si ha l’opportunità di godere di una vita sociale più piena, incontrare persone di tutte le fasce d’età, rimettersi in gioco, fare nuove esperienze, sostenere le fragilità e diffondere la cultura della solidarietà.

Il Dott. Viardi ha sensibilizzato sull’importanza dell’esercizio fisico come fattore di protezione e prevenzione per rallentare l’invecchiamento fisiologico ed ha illustrato i progetti di Ats Val Padana per generare un impatto positivo e sostenibile sul territorio. Tra le azioni presentate ci sono i “Gruppi di cammino”, modello di approccio comunitario alla promozione del benessere individuale ed al contrasto delle patologie croniche per incentivare l’attività motoria ed elevare il livello di benessere psico-fisico e relazionale delle persone. In particolare, il cammino, oltre ad apportare benefici per la salute, non richiede particolari abilità né un equipaggiamento specifico; ha poche controindicazioni, presenta un basso rischio di incidenti e di traumi muscolo scheletrici e promuove relazioni sociali.

Infine, è stato ricordato che l’invecchiamento non è necessariamente sinonimo di longevità: l’attività fisica è il miglior “farmaco” anti-età per mantenere forza, flessibilità, resistenza ed equilibrio, con effetti benefici immediati e a lungo termine.

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