Cultura e spettacoli

Dalla musica alla scultura: donata al Museo del Violino l'opera “Sol-Re-La-Mi”

L'artista, Domenica Regazzoni, è figlia di uno dei Maestri liutai esposti all'MdV, Dante Paolo. Il figlio, Alessio Bidoli, volinista, è direttore artistico di "Musica in Corte" a Crema

Foto Gianpaolo Guarneri
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Si è tenuta nel pomeriggio di martedì la donazione da parte dell’artista Domenica Regazzoni al Museo del Violino dell’opera “Sol-Re-La-Mi”, alla presenza del sindaco e presidente della Fondazione Museo del Violino Andrea Virgilio e di Umberto Cabini (vicepresidente Fondazione Museo del Violino). L’incontro è stato allietato da un momento musicale con il recital di Alessio Bidoli (violino) e Luigi Moscatello (pianoforte). 

L’evento lega tre generazioni nel nome della musica, dell’arte plastica e della liuteria. L’opera affonda le radici in una memoria profonda. Domenica Regazzoni è figlia di Dante Paolo Regazzoni (1916-1999), liutaio valsassinese presente nella collezione del Museo tra i maestri lombardi del secondo Novecento. Questo legame familiare è stato tramandato nel tempo all’arte della figlia e al nipote violinista Alessio Bidoli, direttore Artistico di “Musica in Corte” a Crema, che proprio presso l’Auditorium Arvedi del Museo ha inciso i suoi ultimi tre progetti discografici.

“Quest’opera – dichiara Domenica Regazzoni – è un dialogo che inizia dall’alta artigianalità di mio padre fino ad arrivare all’astrazione nella musica di mio figlio. La scultura è realizzata in ottone e corten per unire la forza della mano con la luce del suono”.

La scultura che sintetizza il percorso “Dal legno al suono”, un’estetica sostenuta nel tempo da critici quali Gillo Dorfles, Martina Corgnati e Luca Beatrice, trova ora la sua collocazione ideale accanto alle collezioni storiche e contemporanee.

Domenica Regazzoni è nata nel 1953 in Valsassina, in provincia di Lecco. Vive e lavora presso il Castello di Peschiera Borromeo alle porte di Milano. Dagli anni Settanta, in un percorso che include la figurazione e l’astrazione, la pittura e la scultura, la sua opera è volta a valorizzare le «affinità elettive» tra diverse espressioni artistiche partendo da un DNA personale e familiare che vede la musica quale filo conduttore.

Le mostre, nate dai sodalizi con Mogol e Lucio Dalla, ispirate all’arte della liuteria o alla poesia Haiku, dall’Italia hanno viaggiato soprattutto verso il Giappone e la Cina. Tra le numerose pubblicazioni, si ricordano la raccolta illustrata di poesie di Antonia Pozzi Canto segreto (per la collana All’insegna del Pesce d’Oro di Vanni Scheiwiller, 1992), Colore Incanto (Gribaudo, 1996), Regazzoni & Dalla (Galleria Blu, Milano, 1998), Haiku (Viennepierre, 2000), Dal legno al suono, a cura di Gillo Dorfles (Skira, 2003), Scolpire la musica, a cura di Martina Corgnati (Skira, 2008) e altri fin

Dal 2009 una sua grande scultura, Violino Spaccato, è esposta in permanenza nel Coltea Park della piazza dell’Università di Bucarest. Altre opere pubbliche ispirate alla musica sono presenti in permanenza a Segrate (MI) in piazza San Francesco, a Barzio (LC) di fronte alla sede della Comunità Montana e a Vieste nel Gargano nella “corte dell’élite” sita all’interno del municipio.

 

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