Cronaca

“E se domani…”: Giorgio Panariello porta il suo 2045 sul palco del Ponchielli

Applausi e risate a scena aperta in uno spettacolo da tutto esaurito. Comicità e ironia distopica per raccontare il futuro

Giorgio Panariello al Teatro Ponchielli (foto StudioB12) di Cremona
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Il più grande sogno dell’umanità è sempre stato quello di viaggiare nel futuro. Ma la grande domanda rimane: cosa ci aspetta?
Attorno a questo interrogativo ruota, tra sketch e ironia distopica, “E se domani…”, one man show andato in scena in un Teatro Ponchielli gremito, tutto esaurito.

Protagonista indiscusso il noto comico Giorgio Panariello, in tournée in tutta Italia con un cartellone che sfiora le cinquanta date.
Toscano, classe 1960, l’artista accompagna il pubblico in quasi due ore di spettacolo in un personalissimo e immaginario “viaggio nel futuro”, ambientato in un ipotetico 2045, nel quale – racconta – sarebbe tornato “per errore”.

La scena si apre con Panariello vestito di bianco, seduto su un water, pantaloni calati e Gazzetta alla mano, intento a dialogare con Alexa.
«Dove sono? Al Ponchielli di Cremona? Sono riapparso in uno dei teatri più belli d’Italia seduto sul cesso?» chiosa l’attore, strappando le prime risate e gli applausi del pubblico, prima di aggiungere: «Poteva andarmi peggio: pensa se fossi stato a Medjugorje».

Battute dirette e pungenti raccontano un 2045 fatto di stereotipi futuristici portati all’estremo: auto volanti, insetti nel piatto, visori per leggere il pensiero, tecnologie che invadono ogni aspetto della vita quotidiana. Non mancano i grandi cavalli di battaglia dell’attore, riproposti in una veste completamente rinnovata e “costretti” ad adattarsi a un tempo che non appartiene loro.

Così, Pio Bove, macellaio da generazioni, ora vende insetti; il bagnino Mario affitta lettini e ombrelloni sulla luna; la Signora Italia ascolta la messa in versione digitale e riceve consigli da Maria (de Filippi); Merigo viaggia tra le galassie per andare a bere vino nella Via Lattea, salvo poi finire a discutere con ChatGPT perché non ricorda il codice di casa.
Dulcis in fundo, l’immancabile Renato Zero, protagonista di una vacanza-truffa di sei mesi su Marte.

A completare il quadro c’è “AU, detto l’Illuminato”, caricatura del complottista per antonomasia, perennemente in collegamento con gli alieni e lotta contro i “poteri forti”.
Tanta ironia, tante risate, ma anche spazio per una riflessione sulle grandi tematiche dell’esistenza: il valore della memoria (ora rinchiusa nel cloud), il senso dell’arte, il bisogno di compagnia.

Cos’è il futuro? – dice l’attore – Per mia nonna la lavatrice, per un mio amico l’invenzione dello scalda sonno (passavi dal riposino all’eterno riposo in un minuto). Per me è stato il primo telefono; la chiamavano telefonia mobile, perché era grande come un mobile del 400“.

“Ho ancora tante cose da vedere nel futuro, anche se tante cose non cambieranno mai – conclude Panariello – frasi come “che si mangia stasera?”. Un domani qualcuno racconterà che c’è stato un tempo in cui c’erano le lucciole. Non dimenticatevelo mai, perché il futuro non è quello che troverai: il futuro è quello che porterai con te“.
Poi la voce di Mina che intona ‘E se domani”, sipario finale e un’esplosione di applausi, a riprova di una serata di grande teatro e comicità.

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