Primo sopralluogo nel cantiere dell'ex Provveditorato di Cremona: la fine dei lavori entro giugno
La struttura diventerà sede del nuovo studentato della Cattolica. Presenti, tra gli altri, anche il Cavalier Giovanni Arvedi e il Rettore della Cattolica di Milano Elena Beccalli
Settanta posti letto, numerosi servizi e un intervento di riqualificazione che restituisce alla città un immobile storico, guardando ai giovani e al futuro.
È questo l’obiettivo del progetto di recupero dell’ex Provveditorato di Cremona, al centro del primo sopralluogo svolto questa mattina nel cantiere di Piazza XXIV Maggio.
Alla visita hanno partecipato, tra gli altri, il Cavaliere Giovanni Arvedi, accompagnato dalla moglie Luciana Buschini e da Mario Arvedi Caldonazzo, oltre al Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Elena Beccalli.
La struttura, edificata negli anni Quaranta, è destinata a diventare entro il prossimo giugno la nuova sede dello studentato dell’Università Cattolica, che aprirà le porte già dal prossimo anno accademico. I lavori, realizzati in tempi rapidi e finanziati dalla Fondazione Arvedi‑Buschini, sono stati illustrati nel dettaglio dall’architetto incaricato Andrea Carcereri, su progetto del collega Ezio Gozzetti.
“Questo immobile ha una storia significativa – spiega Carcereri –: nasce in epoca fascista, tra il 1939 e il 1941, ed era destinato alle attività della gioventù italiana. In un certo senso, oggi torna ai giovani”.
Il nuovo studentato potrà infatti accogliere 70 studenti universitari, distribuiti tra camere singole e doppie, affiancate da un’ampia dotazione di spazi e servizi. Al piano seminterrato troveranno posto sale svago, mensa, palestra, biblioteca, sala musica e ambienti di servizio come lavanderie e spogliatoi. Nel corpo centrale dell’edificio, riconoscibile dall’esterno per il rivestimento in listelli di cotto faccia a vista, saranno collocate le aree comuni e le cucine di piano, a disposizione degli studenti per una gestione autonoma dei pasti. Le due ali laterali, affacciate sulle vie pubbliche, saranno invece interamente dedicate alla residenzialità.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità energetica. “In accordo con la Soprintendenza – prosegue Carcereri – abbiamo ricostruito l’esistenza originaria di una terrazza piana, che ci ha consentito di installare un impianto fotovoltaico da circa 20 kilowatt, a servizio delle pompe di calore. Questo permetterà significativi benefici sia in termini di gestione sia di riduzione delle emissioni”.
Un altro punto chiave dell’intervento è il recupero dell’ex teatro, un corpo aggiunto in un secondo momento rispetto al progetto originario. Lo spazio sarà riconvertito in aula studio, ma anche in sala convegni e presentazioni, dotata di attrezzature audio‑video pensate per una doppia funzione.
La conclusione dei lavori è prevista entro giugno, con una parziale sovrapposizione alle fasi di allestimento degli arredi, così da rendere progressivamente fruibili gli ambienti.
Un grande concerto di intenti, quindi, tra enti e istituzioni pubblici, atenei e soggetti privati, sempre e comunque a favore dei giovani e del futuro: perché, in fondo, “Cremona Città Universitaria” passa anche da qui.