Caso Molinari, l'ex provveditore: "Non ho mai agito con dolo"
Dichiarazioni spontanee davanti al gup del tribunale di Sondrio. L'ex dirigente soffrirebbe di un "disturbo narcisistico che ha assunto i contorni di una patologia"
Davanti al giudice per l’udienza preliminare di Sondrio, Fabio Molinari, 48 anni, di Lovere, ex provveditore agli studi di Cremona ed ex dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio, accusato di concussione, induzione indebita, peculato e turbata libertà degli incanti, ha reso dichiarazioni spontanee. L’udienza è a porte chiuse, ma Molinari, come scrive “SondrioToday”, avrebbe ammesso in linea generale i propri errori, confermando al contempo di soffrire di disturbi psichiatrici non adeguatamente gestiti negli anni e sostenendo di non aver mai agito con dolo.
L’ex provveditore era stato sottoposto ad una perizia psichiatrica affidata alla dottoressa Rossana Eugenia Botti di Seregno, secondo cui all’epoca dei fatti Molinari aveva capacità di intendere e di volere, nonostante i disturbi patologici della personalità riscontrati. In sostanza Molinari sarebbe affetto da un “disturbo narcisistico, tale da aver assunto, nel corso degli anni, i contorni di una patologia”.
La sua posizione sarà discussa il 20 maggio.
L’attività di indagine sull’ex dirigente, che aveva lasciato il Provveditorato di Cremona nel luglio del 2021 dopo due anni di incarico, aveva preso il via in seguito a tre esposti presentati nei primi mesi del 2022 su un presunto utilizzo illecito di fondi pubblici.
Insieme a Molinari sono finite sotto accusa altre persone, tra cui presidi, dirigenti scolastici e beneficiari di tirocini e borse di studio coinvolti nell’inchiesta per peculato e induzione indebita.
Tra le contestazioni, l’utilizzo di fondi pubblici a fini privati e incarichi di docenza attribuiti in maniera illecita. Secondo l’inchiesta, in cambio degli incarichi ricevuti avrebbero accettato di versare parte dei compensi a un’associazione culturale riconducibile a Molinari. Negli esposti presentati alle Procure di Sondrio, Cremona e alla Corte dei Conti, si faceva riferimento ai fondi del ministero utilizzati per altri scopi rispetto a quelli per cui erano stati stanziati: l’acquisto di felpe, vino, materiale fotografico, un drone, un pianoforte da 2.000 euro.
I fatti contestati riguardano reiterate ingerenze dell’ex dirigente di Sondrio, all’epoca in carica, nelle assunzioni del personale docente da parte dei presidi, attraverso la procedura di messa a disposizione, nonché l’utilizzo di fondi pubblici per acquistare beni per fini estranei a quelli istituzionali, ovvero per saldare debiti per spese personali sostenute da Molinari.
Molinari era stato arrestato nell’ottobre del 2022, raggiunto dall’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, in seguito revocati. L’ex dirigente era poi stato sottoposto all’obbligo di dimora e rimosso dall’incarico dall’Ufficio regionale di Milano. Attualmente è libero.