Cronaca

L'attivista iraniana Nasim Eshqi al Torriani: montagna come simbolo di libertà e diritti

L'iniziativa promossa dal Cai Cremona e dal Porte Aperte Festival sostiene il legame tra emancipazione e l'attività sportiva d'alta montagna

Il servizio di CR1
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Diritti umani, emancipazione e resistenza. Appuntamento di alto valore civile e sportivo nell’aula magna del Torriani di Cremona. Ad incontrare gli studenti Nasim Eshqi, celebre scalatrice e attivista iraniana, protagonista dell’evento inserito nel progetto “Donne Scuola Montagna”. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra PAF (Porte aperte festival) e il CAI di Cremona, mira a esplorare il legame tra l’attività sportiva d’alta quota e l’emancipazione femminile.

Nasim Eshqi, in esilio in Europa dal 2022, è una delle voci più potenti della resistenza iraniana all’estero. Nel suo libro “Ero roccia ora sono montagna” (Garzanti, 2024), racconta la sua vita che intreccia la passione per l’arrampicata alla lotta per l’autodeterminazione.

“Il messaggio del libro – racconta Eshqi – risiede nel fatto che le donne devono capire il loro valore. E che gli uomini capiscono che il diritto delle donne è anche il loro diritto, perché è il diritto della loro madre. Questo è ciò che vorrei raccontare”.
E sulla situazione oggi in Iran. “La mia opinione è positiva. Perché finalmente c’è la consapevolezza che in Iran le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo. Ora il mondo riesce a vedere le sofferenze dell’Iran, gli omicidi, i maltrattamenti”.

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