Fuggì dopo aver tamponato un'auto, assolto: al volante c'era il figlio
Il padre si era preso la colpa ed era finito a processo per omissione di soccorso e fuga. Atti al pm con le stesse ipotesi di reato nei confronti del figlio
Non era lui al volante della macchina coinvolta in un incidente accaduto l’11 ottobre del 2022 in via Brescia a Cremona. Per questo motivo un 76enne cremonese è stato assolto dai reati di omissione di soccorso e fuga. Per l’imputato, che si era preso la colpa, anche il pm onorario aveva chiesto l’assoluzione. In realtà al volante ci sarebbe stato il figlio, per il quale il giudice ha trasmesso gli atti in procura con le stesse ipotesi di reato.
Poco dopo le 19 di quella sera, una quarantenne, a bordo di una Opel, stava percorrendo il sottopasso quando si era fermata per far attraversare due pedoni. In quel momento era stata tamponata due volte dall’auto che la seguiva, una Seat rossa. La donna della Opel aveva visto il conducente spostarsi, pensando che si fermasse. E invece aveva tirato dritto. E per giunta, passandole davanti, aveva inveito contro di lei.
Uno dei testimoni dell’incidente aveva riconosciuto l’autista come una persona che conosceva di vista e che abitava nei pressi. Grazie alle sue indicazioni, gli agenti della polizia locale erano riusciti a trovare la macchina, con chiari segni dell’incidente, parcheggiata poco lontano dalla zona segnalata.
Trovato a casa e sentito nel corso delle indagini del personale dell’infortunistica, il 76enne, assistito dall’avvocato Anna Maria Petralito, aveva dichiarato di essere stato al volante della Seat, che tra l’altro non aveva copertura assicurativa, e di aver avuto come passeggero il figlio, che a sua volta aveva contattato la polizia locale attraverso il suo legale. La conducente tamponata, invece, si era detta certissima che al volante dell’altra auto ci fosse una persona sola, e che era molto più giovane dell’imputato. La sua versione era stata confermata dai testimoni.
La quarantenne tamponata era parte civile attraverso l’avvocato Fabio Galli.