Bilancio demografico: diversi centri in crescita ma i comuni maggiori perdono abitanti
I dati Istat mostrano una crescita demografica in alcuni centri di Cremona, mentre i tre principali comuni subiscono un calo della popolazione residente
Il bilancio demografico della provincia cremonese, nell’anno 2025, segna un saldo naturale (differenza tra nati e morti) negativo per – 2.053 persone, a fronte di un saldo migratorio con l’estero positivo per +2.112 persone, che incide non poco sul saldo positivo della popolazione nel corso del 2025, pari a +1.211 residenti. A dirlo sono i dati Istat diffusi nei giorni scorsi.
Non cambia sostanzialmente la distribuzione della popolazione provinciale poiché i 355.134 residenti, suddivisi nei suoi 113 comuni, restano concentrati per la metà (49,9%) nei dieci centri maggiori. Tra questi Cremona, con 71.093 abitanti, che precede Crema (34.147) e Casalmaggiore, con 15.114 residenti, in un territorio provinciale dove solo 13 comuni superano i 5 mila abitanti e 41 comuni contano oltre 2 mila abitanti.
Una popolazione che, se al 1° gennaio 2026, rimane sostanzialmente sullo stesso livello del 2019 (-1.016 residenti, pari al -0,3%) nell’analisi dei dati comunali presenta dinamiche assai differenziate, con 39 centri con saldi positivi e ben 72 comuni che vedono diminuire la loro popolazione, mentre Chieve e Formigara che non variano, il numero dei residenti, nel confronto tra le due annualità
Nel confronto tra il 1° gennaio 2019 e 2026 in una dozzina di centri il saldo della popolazione è positivo per almeno 100 residenti. Gli incrementi più significativi, in valore assoluto, si registrano a Soresina (+581 abitanti, pari al +6,7%), Rivolta d’Adda (+397, +5%), Bagnolo Cremasco (+274, +5,7%), Vailate (+230, +5,1%) e Spino d’Adda, con un incremento di 224 residenti, pari al +3,3%. L’incremento della popolazione, tra il 1° gennaio 2019 e 2026, risulta maggiore di 100 residenti anche a Romanengo, Vescovato, Torre de’ Picenardi, Casalmorano, Trescore Cremasco, Castel Gabbiano e Piadena Drizzona (+100 residenti pari al +2,5%).
Nel periodo considerato l’incremento percentuale della popolazione è maggiore in alcuni centri come, ad esempio, Castel Gabbiano (+23,7%, +104 residenti), Ripalta Arpina (+9,5%), Cicognolo (+6,8%), Soresina (+6,7%), Casalmorano e Ticengo (+6,6%), mentre incrementi dei residenti superiori al +5% si registrano anche a Bagnolo Cremasco, Romanengo, Torre de’ Picenardi, Vailate e Rivolta d’Adda (+5%, + 397 residenti).
Nel confronto tra il 1° gennaio 2019 e 2026 perdono abitanti alcuni dei comuni maggiori con in testa Cremona, che vede ridursi i residenti di 1.181 unità, pari al -1,6%. Stesso destino per Casalmaggiore (-268, -1,7%) e Crema (-221, -0,6%) ma anche, con riduzioni dei residenti di oltre 100 persone, Pizzighettone (-151, -2,4%), San Bassano, Stagno Lombardo, Motta Baluffi, Persico Dosimo, Paderno Ponchielli e Montodine, che perde 101 residenti, pari al -4%.
Nel periodo considerato la riduzione percentuale della popolazione supera la soglia del -5% in una quindicina di centri con indici relativamente più negativi a Motta Baluffi (-13,3%, -118 residenti), Tornata (-12,3%, -56), Pessina Cremonese (-8,5%, -53), Isola Dovarese (-8,3%, .97) e Stagno Lombardo, che perde l’8,1% dei residenti ( -124 abitanti).
Tra il 1° gennaio 2019 e lo stesso periodo del 2026, riduzioni dei residenti, superiori al – 5% si registrano anche a Paderno Ponchielli (-7,5%) Genivolta, Derovere, Volongo, Moscazzano, Scandolara Ravara, San Bassano, Cumignano sul Naviglio, Torlino Vimercati, San Martino del Lago e Credera Rubbiano, che vede ridursi la popolazione del -5,7% (-89 residenti).
In altri termini se il bilancio provinciale della popolazione tra il 1° gennaio 2019 e lo stesso giorno del 2026 è sostanzialmente un pareggio, con un migliaio di residenti in meno, pari al -0,3%, il quadro territoriale è piuttosto articolato con comuni in crescita demografica e comuni che perdono popolazione.