Cronaca

Dopo 37 anni lascia il servizio Gianluca Epicoco, una delle figure più note della Questura

Il funzionario della questura di Cremona racconta il suo viaggio tra ricordi e cambiamenti della polizia, esprimendo gratitudine per la sua carriera

Gianluca Epicoco
Fill-1

Domani è il primo maggio, festa del lavoro, ma c’è chi invece il lavoro lo lascia perché passa quel periodo che viene chiamato, a livello burocratico, in quiescenza. Gianluca Epicoco, funzionario della questura di Cremona, lascia il servizio dopo 37 anni di onorata carriera. E’ stato nella Squadra Mobile, nella Digos, e per 15 anni dirigente del Sap, il sindacato di polizia.

“37 anni sono proprio una vita”, ha detto Epicoco, “specialmente per chi fa il nostro lavoro. Non è facile smettere, perché è qualcosa che ti rimane, un po’ come un tatuaggio sulla pelle. Smettere, lasciare come nei film americani, tesserino, distintivo e pistola, è una cosa che pesa, però sono le cose della vita, è giusto così”.

“Sono un privilegiato”, ha raccontato. “Ho fatto nella vita tutto quello che mi piaceva fare. Pochi, probabilmente, possono vantare queste fortune, e cioè aver fatto il lavoro che volevano fare sin da bambini, avendo tutte le soddisfazioni e riconoscimenti che si possono avere in polizia. Li ho avuti tutti, quindi più di così…”.

“Negli anni la polizia è cambiata”, ha aggiunto. “A volte guardo con un po’ di nostalgia la polizia che ho vissuto io, perché una volta si stava più in strada, meno in ufficio, si era un po’ meno burocratici e più operativi. Quella polizia mi manca e forse è anche per questo che è giusto andarsene. Sono figlio di un’altra epoca“.

Cremona è cambiata come sono cambiate tutte le altre città”, ha detto ancora Epicoco. “Sicuramente non la si può più definire un’isola felice come quando sono arrivato io, però non ha neanche i connotati di criminalità e di reati che ci sono in molte altre città, anche vicine a noi. Cremona è la città che mi ha accolto, ci ho passato una vita, qui ho stabilito la mia famiglia, ormai sono cremonese d’adozione e non potrò mai ringraziare abbastanza Cremona che mi ha accolto così bene”.

I progetti per il futuro?. “Adesso mi riposo. Gli anni alla Mobile sono stati pesanti fisicamente, senza fiato, ma lì mi sono tolto grandi soddisfazioni. Quel periodo in cui sono stato in giro per tutta Italia e all’estero mi ha lasciato in eredità un po’ di colesterolo e un po’ di ipertensione, frutto del mangiare sui cofani delle autovetture di servizio di notte mentre si facevano gli appostamenti”.

Come Digos, l’ultimo servizio attivo di Epicoco è stato quello per la partita Cremonese-Torino. Tutti vogliono ancora che sia presente allo stadio come portafortuna. “Sì, spero molto di portare fortuna. Negli anni sono diventato un tifosissimo della Cremonese. La cosa che mi le mancherà di più?. Sicuramente mi mancherà il rapporto quotidiano con i colleghi“.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...