Cronaca

Botte e umiliazioni ad un detenuto: sei agenti sotto accusa per abuso di autorità

Il carcerato, un marocchino di 44 anni, sarebbe stato malmenato dopo che con un bastone aveva danneggiato una telecamera del penitenziario di Cremona

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In sei sono a processo per abuso di autorità contro un detenuto. L’episodio risale al 9 gennaio del 2021 nel carcere di Cremona. Davanti al giudice ci sono sei agenti della polizia penitenziaria all’epoca in servizio nel penitenziario di Cà del Ferro. Secondo l’accusa, avrebbero sottoposto un marocchino di 44 anni a misure di rigore non consentite.

L’avvocato Cortellazzi

Dopo che il detenuto, armato di un bastone, aveva causato il danneggiamento di una telecamera del sistema di videosorveglianza del carcere, i sei imputati erano intervenuti fisicamente per contenerlo e per disarmarlo del bastone, ma poi, una volta che il carcerato era inerme, avrebbero proseguito con un’azione violenta, strattonandolo, colpendolo alla testa e al viso con schiaffi e pugni e colpendolo al fianco con alcuni calci. Gli agenti lo avrebbero anche umiliato, denudandolo all’interno della camera numero dieci. Il detenuto, poi medicato dal personale sanitario, aveva rimediato ferite guaribili in cinque giorni.

L’avvocato Priori

I sei imputati, comparsi in udienza davanti al giudice, sono assistiti dagli avvocati Massimiliano Cortellazzi, Luca Curatti, Guido Priori ed Emiliano Iasevoli. Per il suo assistito, l’avvocato Cortellazzi ha fatto richiesta di accesso alla messa alla prova. Il giudice ha quindi rinviato l’udienza al 2 dicembre per elaborare il programma di trattamento che prevede come attività obbligatoria e gratuita, l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità in favore della collettività che può essere svolto presso istituzioni pubbliche, enti e organizzazioni di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato. Se il programma sarà rispettato, il processo si concluderà con una sentenza di estinzione del reato.

L’avvocato Curatti

Per un il suo assistito, invece, l’avvocato Iasevoli ha chiesto il non luogo a procedere, in quanto ha fatto notare che l’agente non aveva partecipato all’azione violenta, come testimoniano le immagini delle telecamere che avevano ripreso tutta la scena. Il giudice si è riservato e ha rinviato l’udienza al prossimo 14 luglio per la decisione e per valutare la posizione di tutti gli altri agenti finiti sotto accusa.

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