Economia

L'economista Tito Boeri a Cremona per gli 80 anni dell'associazione professionisti

Il direttore del dipartimento Economia della Bocconi e in passato presidente dell'Inps, nel pomeriggio è intervenuto nell'aula magna del Politecnico. La delusione del Pnrr: zero riforme, ma più debiti

L'economista Tito Boeri nell'aula magna del campus cremonese del Politecnico
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La casa comune dei professionisti cremonesi con 16.000 iscritti. L’Associazione Professionisti (AP) recentemente trasformata in Srl, ha festeggiato nell’aula magna del Politecnico di Cremona gli 80 anni di vita, un momento importante come ha ricordato il presidente Enrico Marsella:Tante persone, tante professionalità che vanno valorizzate. Partecipare a questa associazione le unisce e dà un valore aggiunto a ogni professionista. 

“L’Unione consente di fare economia di scala con servizi che AP offre trasversalmente a tutte le categorie. In più, appartenere a questa associazione consente di essere un forte interlocutore anche nei confronti di altre istituzioni”.

Durante l’incontro sono stati premiati i due presidenti onorari Alberto Leggeri e Ernesto QuintoSugli scenari futuri per le professioni intellettuali sono intervenuti i docenti della Cattolica Fabio Antoldi, del Politecnico Luca Fumagalli e il Rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli.

In apertura, l’economista Tito Boeri, direttore del Dipartimento di Economia della Bocconi, ha ricordato le difficoltà per i professionisti in un momento di grande incertezza:Portare avanti la libera professione in questo momento è sempre più difficile a causa delle grandi incertezze che colpiscono le economie di tutto il mondo”.

Per combattere il lavoro povero, Boeri ricorda la necessità di introdurre il salario minimo: “Un modo per impedire che ci siano persone, come avviene nel nostro Paese, che sono pagate 4 o 5 euro all’ora. Poi si tratterebbe di intervenire sul sistema di contrattazione che sigla i rinnovi contrattuali sempre in ritardo e non è in grado di tenere il passo dell’inflazione”.

Critico per quanto rigarda il lascito del Pnrr: “Chiamo il Pnrr con un acronimo diverso, Proprio Nessuna Riforma Rilevante, perché la grande delusione è che ha mancato le riforme promesse. Quindi alla fine del Piano noi abbiamo lo stesso tasso di crescita dell’inizioLa scommessa era: ci indebitiamo, ma poi cresceremo a tassi molto più sostenuti e così ripaghiamo il debito che abbiamo contratto nel frattempo. Così non è stato”.

Boeri dal 2014 al 2019 è stato presidente dell’Inps e ricorda che “la longevità è una grandissima conquista, è una cosa molto positiva, però comporta il fatto che si lavori un po’ più a lungo. Il problema serio del nostro sistema pensionistico è più sul lato della natalità, dei tassi di fecondità che sono molto bassi”.

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