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Padania Acque, centrodestra attacca: "Accordi sottobanco tra Pd e Fratelli d'Italia"

A puntare il dito i coordinatori provinciali di Lega, Forza Italia e Udc. Sotto accusa la presentazione di una lista per il rinnovo del collegio dei revisori di Padania Acque

La sede di Padania Acque
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Non c’è pace per Padania Acque, che già nelle scorse settimane era stata al centro della polemica sulla modifica dello Statuto. Ora, al centro della bufera, c’è il rinnovo del collegio dei revisori, che vede fronteggiarsi diverse liste.

In questo caso, a levare gli scudi sono i partiti del centrodestra, che attaccano duramente i colleghi di Fratelli d’Italia per la loro decisione di accordarsi col Pd sulla presentazione di “una lista per il rinnovo del collegio dei revisori della società a capitale pubblico Padania Acque“, che, come spiegano in una nota i coordinatori provinciali Simone Bossi (Lega( Cremona), Tiziano Filipponi (Lega Crema), Gabriele Gallina (Forza Italia) e Giuseppe Trespidi (Udc), è stata “concordata tra i vertici provinciali di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico”.

Una decisione che, secondo i segretari di partito, “certifica pubblicamente quanto era già noto agli addetti ai lavori, ai sindaci e agli amministratori pubblici da oltre due anni. Tra i dirigenti locali dei due partiti, che a livello nazionale e regionale si fronteggiano da coalizioni contrapposte, c’è un accordo di potere per accaparrarsi e spartirsi posizioni e incarichi remunerati. Non esiste differenza culturale o di visione politica che regga a questo paradosso che solo a Cremona è diventata una vera e propria alleanza strutturata”.

Accuse pesanti che, portano in luce presunti accordi segreti. “Il patto contro natura tra FdI e PD in provincia di Cremona, che fino a ieri si è concretizzato tramite accordi sottobanco e che ha consentito ad Andrea Virgilio di diventare Sindaco di Cremona e a Roberto Mariani di essere eletto Presidente della Provincia di Cremona, oggi è alla luce del sole: diversi sindaci di sinistra e del Pd della nostra provincia, compresi gli stessi Virgilio e Mariani, hanno sottoscritto una lista di candidati al collegio dei revisori dei conti capeggiata da un noto professionista, dirigente locale di Fratelli d’Italia. Non si tratta di una svista, ma di una scelta ben precisa” continua la nota. “Esaminando i documenti presentati alla società, inoltre, risultano tra i sostenitori della lista anche nominativi di Sindaci che in realtà non l’hanno mai sottoscritta, sintomo di una modalità di raccolta del consenso discutibile”.

Per Gallina, Filipponi, Bossi e Trespidi, “la lista concordata tra i vertici locali di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico è alternativa ad un’altra lista presentata e sottoscritta da ben 19 sindaci che si riconoscono chiaramente e in modo trasparente nell’area del centrodestra. Non siamo quindi di fronte ad un accordo di alto profilo fatto nell’interesse della società a capitale pubblico che peraltro gode di ottima salute in quanto egregiamente amministrata da anni, ma di un mero accordo spartitorio che mira a minare il criterio della rappresentanza”.

“E’ da un anno che l’assemblea della più importante società pubblica del territorio è ostaggio di questo accordo di potere e non riesce a nominare i suoi organi in un clima di sano confronto e di reciproco riconoscimento” si legge ancora nella nota. “Immaginiamo l’imbarazzo di diversi sindaci di sinistra e di Fratelli d’Italia chiamati ad avallare una innaturale alleanza voluta fortemente dai vertici locali solo per motivi di bottega, nella quale non si riconoscono.

Di fronte a questo quadro sconcertante non possiamo che ricordare le parole più volte pronunciate negli scorsi anni dalla Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente Nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ai quali anche i vertici provinciali dovrebbero ispirarsi: “Mai con il Pd”. Mai con il Pd, tranne che a Cremona” concludono i segretari di partito.

 

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