Padania, la minoranza interna di FDI si ribella: “Così si perde il consenso dei nostri elettori”
Luca Grignani: "Romagnoli è componente del coordinamento cittadino, scandaloso che della decisione di candidarlo in una lista appoggiata anche dal Pd non sia stato nemmeno informato il coordinamento stesso"
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A poche ore dalla convocazione dell’assemblea dei soci di Padania Acque, per rinnovare la composizione del collegio sindacale, si surriscaldano gli animi all’interno di Fratelli d’Italia Cremona. A tuonare contro la decisione dei vertici provinciali che – accordandosi con il Pd di Cremona – hanno candidato alla presidenza Matteo Romagnoli, è Luca Grignani, membro del coordinamento cittadino dove rappresenta la minoranza interna. “La questione della candidatura – afferma – doveva quantomeno essere vagliata dal coordinamento cittadino, essendo Romagnoli un suo componente.
“E invece nessuno di noi sapeva nulla: il coordinamento, che è organo politico istituzionale del partito, non è stato informato di nulla. Io, e una parte di esso, siamo in totale disaccordo e per questo già la scorsa settimana avevo chiesto la convocazione per un confronto immediato. Invece ci ritroveremo domani, quindi dopo l’assemblea di oggi pomeriggio, facendo così cadere nel vuoto la richiesta di chiarimenti”.
“Finora siamo stati responsabili, ma qui si rischia davvero di perdere consensi, di disorientare il nostro elettorato, che non capisce come mai il componente di un organo politico di Fratelli d’Italia finisca con l’essere votato da dei sindaci del Pd” insiste Grignani, uscito sconfitto per una quarantina di voti (100 a 140) alle ultime elezioni del coordinamento cittadino, dietro Andrea Poggi. “In questo modo stiamo aiutando il nostro nemico naturale. Che i sindaci del Pd votino Romagnoli è scandaloso, perchè un conto sono gli accordi fatti alla luce del sole tra parti politiche avverse, per il bene di un territorio, vedi ad esempio le infrastrutture, ma altra cosa sono accordi per delle nomine che non hanno neppure una valenza amministrativa ma, come in questo caso, puramente tecnica”.
Un attacco quindi diretto non solo alla presidenza provinciale, nella figura di Marcello Ventura, ma anche al Partito Democratico: “Proprio loro parlano di necessità di rinnovamento quando da sempre sono nella catena di comando. Oltretutto apprendo che con le due liste alternative che si sfideranno oggi, comunque il candidato presidente del collegio sindacale proposto da Lega, FI e Udc (Andrea Bignami, ndr) risulterà eletto. Quindi tutto il lungo iter di modifica dello statuto di Padania e del regolamento per le nomine, è stato fatto per niente, dopo ben due passaggi nei consigli comunali”.