Ventura e caso Padania: “Lega e FI non accettano il peso conquistato da FDI”
Il presidente provinciale di Fratelli d'Italia replica a VItari (Lega): "La verità è che da anni, dentro il centrodestra provinciale, non esiste più un vero tavolo politico"
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“Leggo le dichiarazioni del consigliere regionale e collega Vitari e, da presidente provinciale di Fratelli d’Italia, non posso che definire surreale il livello di ipocrisia politica a cui stiamo assistendo”. E’ Marcello Ventura a prendere la parola sul caso delle nomine in Padania Acque, a poche ore dall’assemblea dei sindaci di questo pomeriggio.
“Sentire oggi parlare di “inciuci”, tradimenti e crisi della coalizione fa francamente sorridere, soprattutto se a pronunciare certe parole è chi per anni ha considerato del tutto normale un assetto di Padania Acque che vedeva — e vede tuttora — la Lega alla presidenza del Consiglio di amministrazione e un amministratore delegato come Alessandro Lanfranchi, figura politicamente riconducibile all’area del Partito Democratico.
“Lanfranchi non ha mai nascosto il proprio percorso politico: è stato candidato nel suo Comune, Ostiano, nello schieramento di centrosinistra contro il centrodestra. Eppure, Lega e Forza Italia, nel 2024, hanno insistito per la sua riconferma. Allora il PD andava bene? Allora l’inciucio non esisteva? Oppure il problema emerge soltanto quando Fratelli d’Italia chiede semplicemente rispetto, rappresentanza e il riconoscimento del proprio peso politico?
“Perché delle due l’una: o questi equilibri erano sbagliati anche ieri — e allora Vitari avrebbe dovuto denunciarli con la stessa foga che usa oggi — oppure siamo davanti all’ennesima sceneggiata costruita per nascondere una verità molto semplice: Fratelli d’Italia viene sistematicamente esclusa da dinamiche decise altrove. E qui emerge il tema vero, quello che Vitari evita accuratamente di affrontare: il principio della rotazione degli incarichi. Un principio sano, corretto, democratico.
“Fratelli d’Italia ha cercato di affrontare questa partita con serietà e responsabilità, proponendo un organo di controllo che fosse espressione anche di rinnovamento e cercando perfino di condividere con la Lega un loro rappresentante. Abbiamo visto tutti come è andata a finire.
“La verità è che da anni, dentro il centrodestra provinciale, non esiste più un vero tavolo politico. E non esiste per una ragione molto chiara: qualcuno non accetta il peso, il consenso e la forza che Fratelli d’Italia ha conquistato sul territorio e tra gli elettori. Così accade che Lega e Forza Italia, quando devono fare i propri accordi, li costruiscono tranquillamente insieme — anche con quel Partito
Democratico che oggi fingono di demonizzare. Quando invece emerge un problema politico interno o viene chiesto un riequilibrio serio, allora parte immediatamente lo scontro, l’attacco mediatico e il tentativo di avvelenare il clima.
“E la cosa più paradossale è che mentre si distribuiscono patenti di lealtà agli altri, Fratelli d’Italia continua a dimostrare con i fatti il proprio senso di responsabilità verso la coalizione. Basti guardare alle amministrative di questo fine settimana: a Soncino, dove si ricandida il coordinatore provinciale di Forza Italia Gabriele Gallina, Fratelli d’Italia è stata tra le prime forze a essere esclusa dalle
trattative e dal confronto politico. Eppure, non abbiamo scelto la strada della polemica o della rottura.
“Per responsabilità e per il bene del centrodestra abbiamo deciso di sostenere comunque quella candidatura, mettendo davanti l’unità della coalizione agli interessi di parte.
Per questo respingiamo con forza lezioni di lealtà da chi oggi alza i toni e scopre improvvisamente problemi che fino a ieri non esistevano. La realtà è che questo atteggiamento divisivo è una delle cause delle difficoltà che il centrodestra ha vissuto negli ultimi anni sul territorio. E continuare a parlare di inciuci serve solo a evitare il confronto sul tema vero: rispetto reciproco, equilibrio e
riconoscimento politico. Per questo consiglierei al consigliere e collega Vitari meno polemiche e più coerenza. Perché prima di dare lezioni agli altri bisognerebbe avere il coraggio di applicare gli stessi criteri anche alle proprie scelte”.