Cronaca

“Serve ricostruire il dialogo”: le voci della ricerca sui giovani presentata a Trento

Dopo la presentazione dei dati al Festival dell’Economia di Trento, le voci di Noci, Passera e dei protagonisti: “Serve ricostruire il dialogo tra adulti e ragazzi”

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L’indagine tra i giovani proposta dall’Hub della Conoscenza al Festival Economia di Trento ha offerto un quadro lontano dagli stereotipi, evidenziano le aspettative dei ragazzi oggi, le loro preoccupazioni e le loro aspirazioni. Dati che sono stati analizzati con cura e raccontati in modo concreto, per diventare un punto di partenza per il mondo dell’università e del lavoro. È questo il clima emerso a margine della presentazione della ricerca dove studenti, istituzioni, università e mondo del credito hanno provato a mettere a fuoco la frattura sempre più evidente tra una generazione che chiede ascolto e un mondo adulto che spesso continua a interpretarla in modo superato.

“Dobbiamo partire dal presupposto che il futuro sta cambiando molto e i giovani sono il presente e il futuro della nostra società – sottolinea Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano -. Da questa indagine emerge un quadro non incoraggiante. Le radici del nostro futuro guardano ai prossimi anni non con ottimismo e questa assenza di ottimismo dipende da alcuni fattori”. Tra questi, Noci indica prima di tutto “l’incertezza di natura geopolitica”, ma anche elementi più profondi. “Il tema della scuola: la scuola viene vista come una fabbrica di conoscenze, non come un soggetto che aiuta a ordinare la vita, il pensiero e a trasferire valori”.

Il prorettore richiama poi il ruolo dei territori. “I giovani chiedono spazi di socialità. Questi spazi di socialità umana e non digitale purtroppo sono assenti. Noi abbiamo tanti edifici vuoti ma non li riempiamo di relazioni. Credo che questa sia una chiamata alle armi importante in cui, insieme al mondo del credito cooperativo, alla società civile e alle istituzioni, dobbiamo prendere in mano e orientare il futuro per evitare che i nostri giovani vadano in altri Paesi. Questo è il senso del progetto dell’Hub della Conoscenza”.

Sulla cornice del Festival dell’Economia di Trento, Noci aggiunge: “Il tema dei giovani è al centro. Radio 24 ha citato tra i due eventi più rilevanti del Festival il nostro. Credo che questo sia un segno che evidenzia come il tema del trasferire la consapevolezza della divergenza valoriale che insiste oggi tra adulti e giovani sia profondo”.

Una distanza che, secondo Noci, va affrontata superando i pregiudizi reciproci: “C’è una divergenza tra adulti e giovani che non si vogliono parlare, che partono da pregiudizi opposti, entrambi sbagliati. I giovani pensano che l’impresa e la società degli adulti siano brutti, sporchi e cattivi e gli adulti pensano che i giovani siano dei fannulloni. Così non andiamo avanti, dobbiamo rivitalizzare e ricostruire un dialogo”.

Sulla stessa linea anche l’ex ministro Corrado Passera, tra i relatori del panel Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori): “Non dobbiamo né generalizzare gli adulti né generalizzare i giovani. Tra i giovani ci sono persone molto impegnate, che già sono dei modelli, ci sono persone che aspettano e ci sono persone che addirittura rinunciano. Bisogna stimolare quelli che prendono in mano la loro vita e non solo chiedono ad altri di fare, ma si mettono a fare”. Sui dati della ricerca, Passera sottolinea gli elementi positivi. “È una ricerca molto buona ed emergono aspetti molto positivi di consapevolezza e di coscienza dei problemi”. Tra questi, uno in particolare: “La richiesta di meritocrazia. In tanti casi, in una situazione di grande disordine come l’attuale, viene chiesta più protezione che meritocrazia, perché la meritocrazia viene vista come selettiva e rischiosa. Invece la meritocrazia è un motore di crescita, di benessere, di innovazione”. A questa, però, deve accompagnarsi anche una nuova idea di protezione sociale. “Ci deve essere un welfare disegnato sul nuovo mondo del lavoro e sulla nuova conformazione anche demografica del Paese”.

Carlo Alberto Chiavegato, presidente della Consulta studentesca della provincia di Cremona sottolinea il valore dell’esperienza “Questa giornata è stata davvero ricca di emozioni. È stata una cosa unica partecipare al Festival dell’Economia, poter essere sul palco e parlare davanti a tanti adulti che hanno tanta esperienza, ma soprattutto a un pubblico di giovani” e legge la ricerca come uno strumento capace di restituire un’immagine più vera della sua generazione. “La ricerca è abbastanza coerente con la visione che noi ragazzi abbiamo dei nostri coetanei. Magari per alcuni adulti è stata sorprendente, perché distrugge il mito dei giovani che non vogliono lavorare e dei giovani che non vogliono fare niente”Sono giovani che vogliono impegnarsi nella vita, trovare un lavoro, avere stabilità economica, cercare opportunità. Hanno sì paura del futuro, ma vorrebbero degli adulti che li accompagnassero”.

Ad accompagnare i ragazzi anche i vertici di Cassa Padana con il presidente Romano Bettinsoli e il direttore generale Andrea Lusenti.

“Una giornata molto positiva perché finalmente stiamo vedendo la messa a terra di un progetto partito tre anni fa con un’iniziativa molto importante – sottolinea il presidente Bettinsoli -. Cassa Padana ha messo tanto su questo percorso, ma la persona trainante è stata il professor Noci che ha iniziato questo progetto e che oggi, con la partecipazione e gli interventi di questi ragazzi, ci permette davvero di vedere concretamente i risultati di un lavoro molto importante”.

“È il coronamento di un grande impegno che abbiamo messo in questi tre anni – aggiunge Lusenti -. Per noi di Cassa Padana la conoscenza e la competitività dei nostri territori sono aspetti fondamentali e i giovani sono l’asse portante per lo sviluppo dei nostri territori e della nostra pianura. Aver portato i pensieri, le sensazioni e i bisogni dei ragazzi a un livello così importante è la realizzazione di un progetto che ha visto coinvolti anche i nostri colleghi in maniera molto forte e con grande passione”.

Impressioni positive anche per Rosella Ziglioli, funzionario del Comune di Cremona per Informa Giovani e nel gruppo di coordinamento di Anci Lombardia: “Come sistema coordinato InformaGiovani di Anci Lombardia abbiamo contribuito promuovendo il sondaggio nelle scuole, nei territori, nelle associazioni e nelle cooperative che fanno parte della rete InformaGiovani”. Un lavoro sviluppato anche grazie al coinvolgimento dei Comuni lombardi. “Anci Lombardia ha contribuito segnalando il sondaggio ai 1.500 comuni della Lombardia e coinvolgendo anche l’Ufficio scolastico territoriale lombardo affinché il questionario arrivasse alle scuole, agli studenti e ai docenti, sensibilizzando i ragazzi a partecipare”.

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