Nuova vita e nuove funzioni per il Forno grande dell’area Frazzi
Terminati i lavori di riqualificazione, la città si riappropria di un simbolo della sua storia industriale. Costo complessivo delle opere, 2.071.570,26 euro
L’area Frazzi, nel quartiere Po, ex complesso industriale per la produzione di laterizi, attivo tra fine Ottocento e i primi anni Sessanta, è stata interessata da un importante intervento di recupero a cura del Comune di Cremona (finanziato con risorse del PNRR), che ha consentito di riqualificare uno spazio così da adibirlo a funzioni pubbliche e di aggregazione per ampliare e migliorare l’offerta culturale per la città.
L’intervento sull’area Frazzi ha infatti come scopo principale la rigenerazione urbana dell’intero comparto, con obiettivi ben definiti quali, oltre al recupero del patrimonio storico-industriale e al riuso degli edifici, la creazione di spazi culturali e sociali e il miglioramento della fruibilità pubblica offrendo alla città un nuovo polo culturale e aggregativo.
Terminati i complessi lavori di riqualificazione, l’inaugurazione del Forno grande di quello che è stata una delle principali fornaci di Cremona, segna il graduale ritorno a nuova vita di un simbolo della storia industriale e lavorativa della città al quale si aggiunge il Forno piccolo, che sarà inaugurato in estate quando vi troverà la propria sede il Laboratorio del Cotto.
Dopo il tradizionale taglio del nastro, presenti il sindaco Andrea Virgilio, l’assessore alle Opere Pubbliche Paolo Carletti e l’assessore al Turismo, Espressività giovanile e Associazionismo Luca Burgazzi, è seguita la visita agli spazi riqualificati che ospitano già un’esposizione, Oltre i confini Archi e Varchi, non una semplice mostra, ma un percorso inclusivo, Circuito OFF di Cremona Contemporanea. Il progetto espositivo nasce dall’incontro tra gli artisti dell’Associazione Artisti Cremonesi e la Fondazione Sospiro (Atelier La Manica Lunga).
Il progetto di riqualificazione del Forno grande si colloca nell’ambito di una serie di interventi volti a riqualificare alcune strutture presenti nel quartiere Po inizialmente finanziati attraverso il bando PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) e successivamente rientrati nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L’edificio è costituito da due piani fuori terra, ha una superficie costruita complessiva di 2.190 mq e una superficie esterna pari a 1.410 mq sistemata a verde con aiuole e percorsi ciclo pedonali, che collegano l’adiacente parco Ugo Tognazzi, creando un asse pedonale da via della Ceramica al vialetto Sandro Talamazzini.
L’intervento ha consentito di realizzare uno spazio espositivo nella galleria di cottura della ex fornace Hoffman; un castello di risalita nel corpo a due piani posto in prossimità della ciminiera, dove sono state collocate la piattaforma elevatrice a servizio della terrazza e una scala metallica; ambienti per ospitare associazioni e attività di ristoro nella parte porticata posta in lato est del fabbricato; una terrazza della lettura al primo piano a copertura di quella che era la galleria di cottura alla quale si accede grazie ad una scala metallica esterna.
I lavori eseguiti riguardano il restauro conservativo delle strutture, incluso l’intervento di miglioramento sismico attraverso l’inserimento di telai metallici di sostegno alle strutture esistenti, e la realizzazione di tutte le dotazioni impiantistiche necessarie per la fruizione degli spazi, preservando il valore storico e culturale dell’edificio esistente. Il costo complessivo delle opere realizzate ammonta a 2.071.570,26 euro (di cui contributo PNRR Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti € 1.080.773,60 – Fondo Opere Indifferibili Ministero delle Economie e delle Finanze € 216.154,72 – Contributo del Comune di Cremona € 774.641,94 ).
“Con l’inaugurazione del Forno grande – ha dichiarato il sindaco Andrea Virgilio – restituiamo alla città un simbolo importante della sua storia industriale, che torna a vivere dopo anni di inutilizzo. Non si tratta soltanto di uno spazio recuperato, ma di un luogo pensato per essere vissuto, frequentato e attraversato dalla comunità, perché gli spazi pubblici non devono restare meri contenitori ma essere riempiti di vita, cultura, relazioni e opportunità.
Questo intervento rappresenta dunque un esempio concreto di rigenerazione urbana: recuperiamo un patrimonio identitario della città e lo trasformiamo in un nuovo spazio culturale e aggregativo a disposizione del quartiere e di tutta la città. È stato un percorso complesso, che ha richiesto tempo, lavoro e visione, ma che oggi ci permette di riconsegnare ai cittadini un luogo capace di unire memoria e futuro.
Un ringraziamento speciale va al direttore del Settore Programmazione, Progettazione, Esecuzione e Manutenzione Giovanni Donadio e a tutti gli uffici comunali che hanno seguito il progetto con impegno costante. Dietro a risultati come questo c’è un lavoro quotidiano spesso invisibile, ma fondamentale per trasformare in realtà i percorsi”.
“L’inaugurazione del Forno grande – ha tra l’altro commentato l’assessore Paolo Carletti – è il primo step cui seguiranno, a breve, le inaugurazioni del comparto residenziale di via Vecchia e quella del Forno piccolo. In questo modo la zona ha acquisito un volto nuovo che viene per la prima volta reso accessibile ai cremonesi. Un motivo di orgoglio non da poco per tutta l’amministrazione”.
“Restituire alla città un luogo così denso di memoria – ha aggiunto infine l’assessore Luca Burgazzi – significa non solo onorare il nostro passato industriale, ma soprattutto investire nel futuro della nostra comunità. Il Forno grande dell’area Frazzi diventa da oggi un nuovo cuore pulsante per Cremona e, in particolare, per il quartiere Po.
Abbiamo fortemente voluto che questa rigenerazione urbana si traducesse in una vera e propria rigenerazione sociale: l’associazionismo locale e i nostri giovani avranno finalmente a disposizione nuovi ambienti dove incontrarsi, esprimersi e fare rete. Unendo il fascino storico della fornace Hoffman a nuove funzioni pubbliche e aggregative, come gli spazi espositivi, le aree destinate alle associazioni e la suggestiva terrazza della lettura, andiamo a creare un polo attrattivo inedito che arricchirà enormemente la nostra offerta culturale e turistica”.