Cronaca

Qualità del lavoro: metà dei contratti a tempo determinato, solo il 16% indeterminato

Il rapporto dell'Osservatorio provinciale sul Mercato del Lavoro fotografa l'evoluzione dei contratti applicati dal 2019 al 2024

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L’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro della Provincia di Cremona ha pubblicato il rapporto “La qualità del lavoro in provincia di Cremona”, dedicato all’analisi della qualità del lavoro nei principali macro-settori economici del territorio provinciale.

Il documento rappresenta un primo contributo di riflessione su un tema che, negli ultimi anni, è stato al centro di un dibattito sempre più ampio e articolato: quello della qualità del lavoro. L’attenzione, infatti, non riguarda più soltanto la “quantità” del lavoro disponibile, ma anche gli aspetti che contribuiscono a definire un “buon lavoro”.

Molti e diversificati sono i fattori che alimentano questo dibattito: il cambiamento demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione; la transizione digitale, che modifica mansioni, tempi e carichi di lavoro; la transizione ecologica, con la nascita di nuove professioni e competenze; la crisi post-pandemica da COVID-19, che ha contribuito a ridefinire le priorità personali e professionali dei lavoratori.

L’analisi prende in considerazione alcuni fattori che incidono sulla qualità dei rapporti di lavoro, tra cui la durata, la prospettiva di stabilizzazione, l’intensità oraria, le mansioni, i profili professionali, l’accessibilità in ingresso e i livelli retributivi, questi ultimi ricavati dall’Osservatorio statistico dell’INPS.

Nel periodo 2019/2024 si osserva una progressiva crescita dei principali flussi contrattuali nella provincia di Cremona. Il numero di avviamenti raggiunge il picco nel 2023 con 54.733 unità, mentre nel 2024 si registra una lieve flessione, con 53.258 avviamenti. Anche le cessazioni seguono un andamento simile, passando da 51.162 nel 2023 a 50.451 nel 2024. Nel 2024 si contano inoltre 37.806 proroghe e 5.690 trasformazioni a tempo indeterminato (Figura 2.1).
Il saldo tra avviamenti e cessazioni si attesta a +2.808, confermando un trend occupazionale positivo e un mercato del lavoro che regge, sia pur a fatica, le molteplici tensioni derivanti dal contesto internazionale.

Nel 2024, gli avviamenti nella provincia di Cremona si concentrano principalmente sui
contratti a tempo determinato,che rappresentano il 48,85% del totale, con una media annuale
nel periodo 2019–2024 di circa 24.700 avviamenti.

Seguono i contratti di somministrazione (23,38%), i contratti a tempo indeterminato (16,35%) e il lavoro intermittente (4,92%). Rispetto al 2020, si rileva un lieve aumento della quota di avviamenti a tempo indeterminato, passata dal 14,13 % al 16,35%.

Nel 2024, il 68,74% degli avviamenti nella provincia di Cremona è avvenuto con contratti a tempo pieno, mentre il 25,36% con orario part-time. La quota restante (5,90%) riguarda rapporti per i quali l’orario non è stato specificato.

Nel corso del periodo 2019–2024, si osserva una graduale crescita della quota di tempo pieno, passata dal 67,46% al 68,74%, e una leggera diminuzione del part-time, pur restando
quest’ultimo una componente rilevante del mercato del lavoro locale.

Il settore commercio e servizi ha generato circa il 60,8% degli avviamenti complessivi
nella provincia di Cremona, seguito dall’industria con il 25%, dall’agricoltura con il 9% e infine dalle costruzioni con il 5,2%.

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