Preso a calci e pugni dopo una lite in un locale, chiesti 6 anni: “E’ sfregio permanente”
Due gli imputati, entrambi albanesi. Uno di loro è a processo con il rito abbreviato condizionato alla perizia medico legale. Vittima, un 41enne affetto da schizofrenia
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Preso a calci e pugni dopo una lite in un locale di Cremona, un 41enne affetto da schizofrenia aveva riportato fratture al volto e la parziale perdita della vista. Due gli imputati a processo: per Artur, albanese di 57 anni ammesso al rito abbreviato condizionato alla perizia medico legale, il pm ha chiesto una pena di sei anni, chiedendo al giudice il riconoscimento dello sfregio permanente, così come accertato nella perizia del medico legale di Brescia Andrea Verzeletti, incaricato dal tribunale di accertare se le lesioni al volto della vittima potessero integrare “una deformazione permanente o uno sfregio permanente“.
Alle stesse conclusioni è arrivato anche il medico legale Salvatore Maiorana, consulente della parte civile, rappresentata dall’avvocato Pia Gerevini. Oggi il pm ha concluso la sua requisitoria, mentre il prossimo 12 giugno prenderanno la parola l’avvocato Gerevini e il collega Doriano Aiolfi, difensore dell’albanese, pluripregiudicato per reati di droga, contro il patrimonio e contro la persona.
La stessa perizia era stata chiesta dal tribunale in composizione collegiale davanti al quale è a processo ordinario il coimputato, Mario, detto Miri, 43 anni, albanese, assistito dall’avvocato Fabio Galli. In questo caso l’udienza è fissata al prossimo 16 giugno.
L’episodio di violenza risale al 27 luglio 2024 all’Antico Borgo in via dei Cipressi. Quella sera la vittima del pestaggio si era avvicinata al bancone per prendere una bottiglia d’acqua. Lì c’erano quattro amici: tre uomini e una donna. Il 41enne aveva sostenuto di averli sentiti parlottare tra loro e di averli sentiti prenderlo in giro. Lui aveva reagito, sferrando “uno scappellotto sulla testa” a uno dei tre uomini. Questi non aveva fatto nulla, ma i suoi due amici gli erano piombati addosso con una volenza inaudita, spaccandogli la faccia a forza di calci e pugni. Da allora il 41enne, che ha anche perso due denti e le diottrie: 4 da un occhio, 3 dall’altro, vive con una placca di titanio nella fronte e le viti negli zigomi.
Le indagini su quanto accaduto erano state svolte dagli agenti della Mobile che erano arrivati ad identificare i due imputati, che si erano già resi protagonisti di una rissa scoppiata nello stesso locale il 18 gennaio dell’anno scorso. In quell’occasione era rimasto ferito un uomo di 68 anni che se l’era cavata con dieci giorni di prognosi.
Per il pestaggio del luglio del 2024, le attenzioni degli inquirenti, oltre ovviamente alle immagini delle telecamere interne del locale, si erano concentrate sulla donna del gruppo, un’albanese già conosciuta. Dall’analisi dei suoi profili social e della sua cerchia di amicizie, la polizia era riuscita ad identificare Mario e Artur.