Casa dell’Accoglienza aperta alla città: festa, visite guidate e incontro tra culture
Giornata di festa per mostrare il volto rinnovato della Casa dell'Accoglienza, che ospita persone in situazioni di fragilità, e per rafforzare il legame con il territorio
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Bambini che giocano nel cortile, famiglie in visita, volontari, ospiti della struttura e cittadini curiosi di scoprire gli spazi rinnovati. È stata una giornata di festa e di condivisione, quella vissuta ieri alla Casa dell’Accoglienza di via Sant’Antonio del Fuoco, che a un mese dalla presentazione ufficiale alla città ha aperto nuovamente le proprie porte con un’iniziativa pensata per far conoscere da vicino i nuovi ambienti e le attività che ogni giorno vengono portate avanti all’interno della struttura.
Per tutta la giornata è stato possibile partecipare a visite guidate degli spazi riqualificati, frutto di un importante percorso di rinnovamento grazie al significativo sostegno della Fondazione Arvedi Buschini e ai fondi del PNRR. Un’occasione per mostrare alla città una realtà che da quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per l’accoglienza delle persone in situazioni di fragilità.
“È una giornata di festa e di apertura alla città – ha spiegato il direttore di Caritas Cremonese, don Pierluigi Codazzi –. “L’idea è che questa struttura possa essere sempre più un’occasione di condivisione e di apertura a 360 gradi, indipendentemente dal bisogno delle persone”.
Il cortile si è trasformato in uno spazio di incontro grazie ai giochi tradizionali proposti da Energia Ludica. Protagonisti anche gli stessi residenti della Casa dell’Accoglienza, mentre i volontari accompagnavano i visitatori alla scoperta degli ambienti rinnovati, spiegandone caratteristiche e utilizzo.
“La Casa dell’Accoglienza continua a essere quello che è stata per quarant’anni: un luogo dedicato alle persone che vivono situazioni di fragilità, spesso temporanee – ha sottolineato ancora don Codazzi -, in questo momento ci attestiamo sui 150-160 ospiti, arriveremo sicuramente a 170-180 e sarà la dimensione che vorremmo tenere tra le diverse tipologie, tra queste vorrei sottolineare sicuramente i migranti ma anche c’è un centro di prima accoglienza convenzionato con il Comune e un dormitorio che offre la possibilità a 16 persone, adulti maschi, di poter avere un rifugio notturno. Ma ci sono anche altre tipologie di bisogni che sono ad esempio le famiglie in difficoltà temporanea oppure potrebbero essere persone che per motivi di lavoro stanno ricercando un luogo dove poter rimanere”.