Dentro la "nuova" Casa dell'Accoglienza: ecco tutti gli spazi rinnovati
A spiegare nel dettaglio gli interventi Massimo Fertonani, architetto incaricato dei lavori nonché presidente della sezione cremonese della "San Vincenzo de' Paoli"
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18 nuovi appartamenti, aree dedicate alle fragilità, un punto salute e un centro d’ascolto.
Con l’inaugurazione dei nuovi spazi, nel pomeriggio di ieri, si dà nuova linfa alla Casa dell’Accoglienza di Cremona, struttura gestita dalla Caritas Diocesana e rivolta a soggetti con difficoltà e fragilità di vario tipo.
A spiegare nel concreto quanto fatto durante i lavori di ristrutturazione è Massimo Fertonani, architetto incaricato dei lavori nonché presidente della sezione cremonese della “San Vincenzo de’ Paoli”.
“È stato un lavoro interessante, durato circa due anni – afferma l’architetto –. Abbiamo cominciato nell’agosto del 2024, ma la vera sfida è stata impostare e gestire un cantiere che coinvolgesse l’intero complesso immobiliare senza interrompere le attività e i servizi che la Casa dell’Accoglienza offre ai propri utenti, agli ospiti e alla città. Organizzando i lavori insieme ai responsabili della Casa, direi che ci siamo riusciti“.
“La principale novità è che la Casa dell’Accoglienza vuole essere una struttura pronta ad accogliere non solo migranti – aggiunge Fertonani –. Continuerà a esserlo, ma non sarà l’unica tipologia di accoglienza. Questo è possibile anche grazie alla realizzazione di 18 appartamenti, pensati per ospitare famiglie in difficoltà. Ci sono poi spazi per i lavoratori che soggiornano a Cremona anche solo per alcuni mesi, con soluzioni di semi-autonomia: camere con cucina e lavanderia comuni, stanze dedicate ai migranti e spazi riservati alle persone che vivono situazioni di grave disagio“.
“Sono stati inoltre realizzati un nuovo dormitorio, una mensa rinnovata delle cucine benefiche, una lavanderia e spazi di ascolto e condivisione – prosegue –. Uno degli obiettivi era rendere questi ambienti non solo funzionali e conformi alle normative vigenti, ma anche più belli. La diocesi e la Caritas di Cremona hanno fortemente voluto che chi viene accolto possa sentirsi bene in questi spazi, rendendoli piacevoli anche dal punto di vista estetico: un’attenzione non sempre scontata in interventi di questo tipo”.
All’interno della struttura trovano posto anche un centro d’ascolto e un punto salute, nel quale due medici volontari visitano gratuitamente circa dieci pazienti al giorno.
All’inaugurazione erano presenti, insieme al sindaco di Cremona Andrea Virgilio e al vescovo Antonio Napolioni, numerose autorità civili ed ecclesiastiche. Tra queste anche il cavaliere Giovanni Arvedi, accompagnato dalla moglie Luciana, che ha voluto dedicare i lavori di restauro, con una targa commemorativa, ai propri dipendenti.
I nuovi spazi vogliono svolgere una funzione sociale su più livelli, con una forte apertura alla città e un’attenzione particolare alla solidarietà.
“Le nuove povertà purtroppo assumono molte forme diverse – spiega ancora l’architetto –. Ci sono persone sole, donne in difficoltà, lavoratori che, pur avendo un impiego, non riescono ad arrivare alla fine del mese. Alle cucine benefiche accogliamo anche persone che vengono soprattutto per avere compagnia durante il pranzo, perché altrimenti resterebbero sole. È una forma di povertà nuova: persone disposte a condividere gli spazi con chi è senza tetto o in grave difficoltà pur di non sentirsi isolate”.
“Un’altra caratteristica fondamentale è l’apertura costante alla città e ai gruppi di volontariato – conclude don Pierluigi Codazzi, direttore della Caritas diocesana –. Sono stati realizzati spazi dedicati anche a loro, perché questa deve essere una casa vissuta, il più possibile aperta alla comunità, ai suoi bisogni ma anche alle grandi risorse di bene che esprime“.