Cronaca

Baldesio, bocciatura dei bilanci: la rettifica richiesta da Alberto Corazzi

L'Assemblea della Baldesio
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Nota della redazione (11 giugno 2026): In relazione all’articolo pubblicato in data 8 giugno 2026 dal titolo “Baldesio, la bocciatura dei bilanci apre il confronto sul futuro della società”, riceviamo e pubblichiamo ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948 la richiesta di rettifica inviata da Alberto Corazzi.

“In merito all’articolo «Baldesio, la bocciatura dei bilanci apre il confronto sul futuro della società» (8 giugno 2026), il sottoscritto Alberto Corazzi, socio della Canottieri Baldesio A.S.D. ivi citato, precisa quanto segue, anche a nome dei soci che hanno votato come lui. La bocciatura non «apre il confronto»: semmai lo conclude, dopo mesi nei quali un confronto reale è stato chiesto e non concesso. Il consuntivo 2025 e il preventivo 2026 sono stati respinti entrambi dalla netta maggioranza dei votanti, con uno scarto di circa cento voti in ciascun caso: non «un gruppo di soci» né una «parte limitata», come scritto, ma la maggioranza di chi ha partecipato. Una richiesta di cambiamento chiara e inequivocabile. Le obiezioni alla gestione non sono una «percezione»: poggiano su dati di bilancio documentati — gli stessi conti poi respinti dall’assemblea — consultabili da chiunque. Non è vero, infine, che da un lato vi siano i soci che vedono nella Baldesio «un mero circolo ricreativo» e dall’altro chi ne difende la natura sportiva: chi ha chiesto rigore nei conti vuole l’opposto, una società gestita con serietà e fedele alla sua vocazione sportiva. Statutariamente la bocciatura non comporta la decadenza del Consiglio; ma proprio perché lo statuto non la impone, è legittimo attendersi che chi è stato così nettamente sconfitto ne tragga le conseguenze.”

 

La Canottieri Baldesio esce dall’assemblea ordinaria con un risultato che segna uno dei momenti più delicati degli ultimi anni della vita associativa. I soci presenti hanno respinto sia il bilancio consuntivo 2025 sia il bilancio preventivo 2026 presentato in assemblea dal consigliere Matteo Monfredini con la delega all’amministrazione, aprendo una fase di riflessione sul futuro della società e sul rapporto tra il Consiglio Direttivo e una parte della base sociale.

Il consuntivo ha raccolto 377 voti favorevoli e 467 contrari, mentre il preventivo è stato respinto con 369 voti favorevoli e 473 contrari. Numeri che evidenziano una maggioranza, pur in un contesto che ha coinvolto una parte limitata dei circa 3.200 soci della Canottieri Baldesio e che arrivano al termine di mesi caratterizzati da un acceso dibattito interno. Al centro della discussione sono finite alcune scelte gestionali e progettuali del Consiglio presieduto da Alberto Guadagnoli, contestate da un gruppo di soci che ha chiesto un diverso approccio nella gestione delle risorse della società.

Tra i temi più discussi il sondaggio diffuso nei mesi scorsi sugli impianti e sui servizi della Baldesio che il consiglio ha promosso come strumento consultivo per raccogliere indicazioni sulle priorità dei soci, ma che dai promotori delle critiche era stato percepito come il preludio a investimenti ritenuti troppo impegnativi, ma anche alle risorse allocate sull’efficientamento energetico e i costi del personale.

L’atmosfera che si respirava in Baldesio all’indomani del voto era divisiva, da una parte soci preoccupati e desiderosi di proseguire sulla strada intrapresa dal consiglio, dall’altra, a guidare il fronte critico, Alberto Corazzi e l‘ex presidente Stefano Arisi, che negli ultimi mesi hanno contestato pubblicamente alcune scelte gestionali e amministrative.

Le contestazioni che hanno accompagnato l’assemblea evidenziano un malessere e dissapori che nascono da una contrapposizione netta tra chi vede la Baldesio come un mero circolo ricreativo e chi desidera vivere la natura sportiva della società. Sul piano statutario la bocciatura dei bilanci non comporta automaticamente la decadenza del Consiglio Direttivo ma apre sicuramente una fase molto delicata in un clima fortemente conflittuale in una contrapposizione maturata nel tempo e che i più si augurano non sia destinata a influenzare anche i prossimi anni della società.

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